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Rob Griffiths ha ben chiaro il futuro che vuole per Saucony: performance e lifestyle in simbiosi, tra innovazione e creatività

Ospiti della “House of Saucony”, quartier generale parigino del marchio americano durante l’intensa Fashion Week, abbiamo avuto modo di fare qualche domanda a Rob Griffiths e parlare un po’ del suo ruolo, dei successi riscossi negli ultimi anni e di cosa dovremmo aspettarci dal futuro del brand.

Com’è stato assumere il ruolo di global brand president di Saucony proprio nel bel mezzo di un momento così importante come le celebrazioni per i 125 anni dell’azienda?

Ho certamente beneficiato del fatto che già facevo parte di Wolverine, la nostra parent company, da circa dieci anni con altri ruoli, oltre alle mie precedenti esperienze nell’industria. Avevo già avuto la possibilità di lavorare con Saucony nel mio precedente ruolo di managing director EMEA per Wolverine, essendo il brand importante per noi in quell’area ho avuto l’opportunità di trascorrere molto tempo con quello che sarebbe poi diventato il mio team. Quando il nostro presidente mi ha proposto di trasferirmi a Boston e prendere l’incarico di global president di Saucony non ho avuto esitazioni: io per primo provengo dall’ambito sportswear e ho successivamente avuto modo di lavorare nel mondo del fashion, quindi la nuova posizione mi sembrava un ottimo punto d’incontro tra i due settori. Il mio primo vero test “in campo” è stata la Paris Fashion Week in cui abbiamo ufficialmente celebrato i nostri 125 anni, penso fosse la mia prima settimana di lavoro. L’impatto con il nuovo ruolo non è stato uno shock. È stato importante poter fare da subito affidamento sul mio team e in breve tempo abbiamo cominciato ad abbattere le barriere che idealmente dividevano i nostri dipartimenti performance e lifestyle, che credo siano rimasti separati per troppo tempo. Le due squadre hanno iniziato immediatamente a lavorare in sinergia dando ottimi risultati.

Il 2023 è stato molto importante per Saucony e la sua divisione Originals, in cui anni di duro lavoro hanno finalmente ricevuto il giusto apprezzamento. Ti aspettavi una così grande crescita o hai dovuto affrontare questa “nuova esposizione mainstream” un po’ all’improvviso?

Assolutamente mi aspettavo i risultati che abbiamo raggiunto. Quando lavori quello deve essere il tuo obiettivo, è ciò a cui miri e te lo vuoi aspettare. Sono conscio di quale sia il processo necessario per raggiungere certi livelli ma la mia fiducia deriva dalle precedenti esperienze che ho avuto. Da subito quando ho iniziato a lavorare per Saucony ho visto ottime persone nei giusti ruoli e un buon prodotto, il tutto al momento giusto. Non mi sorprende il riconoscimento che stiamo ricevendo, ho grande fiducia nei nostri mezzi ed è giusto che anche l’industria stia iniziando a prendere coscienza di ciò che stiamo facendo. Vincere il premio per la collaborazione dell’anno con Jae Tips ai Footwear News Awards è stato splendido, ma so che è soltanto l’inizio e conoscendo quali sono i progetti sul tavolo dei designer in questo momento posso dirti sinceramente che penso sia soltanto l’inizio. Da ragazzo ho giocato a calcio e mio padre mi ripeteva continuamente che ero forte soltanto quanto avevo dimostrato di essere nell’ultima partita che avevo giocato, questo è il mio mantra per Saucony: il nostro punto di partenza è sempre la nostra ultima scarpa, la nostra ultima collezione, dobbiamo continuare a lavorare e costruire partendo dal livello che abbiamo raggiunto.

Il suo catalogo e lo sconfinato archivio sono stati tra le chiavi del recente successo di Saucony. Pensi che l’odierna “Sneaker Scene” sia finalmente abbastanza matura per poter guardare lontano dai trend più sovraesposti e pubblicizzati per trovare e apprezzare un diverso tipo di prodotto?

Ovviamente questo successo non arriva dal nulla e tanto lavoro è stato fatto negli scorsi anni per arrivare dove siamo e il nostro archivio lo dimostra. Saucony è da sempre coinvolta in importanti processi d’innovazione, siano esse in ambito tecnico, fornendo ai nostri atleti le migliori scarpe da corsa possibili, o lifestyle, puntando sulla creatività per stupire i nostri clienti. Abbiamo le persone giuste per far sì che il nostro prodotto resti rilevante per i consumatori e penso che finalmente anche l’industria stia realizzando quanto buon lavoro abbiamo fatto nel corso degli anni. Da un certo punto di vista ci siamo trovati al momento giusto con il prodotto giusto per creare interesse nel pubblico, soprattutto in quello che non ci conosceva già. Per farlo abbiamo dovuto lavorare alla nostra proposta sempre con un approccio moderno e creativo, che si trattasse di running Anni ’70 o retro tech Anni 2000. È stato molto importante anche il nostro rapporto con partner e retailer: ascoltandoli abbiamo potuto capire i nostri errori e aiutarli a essere il nostro principale tramite con il cliente finale.

Come si rende una storia così ricca e importante come quella di Saucony una spinta a sperimentare e fare cose nuove e non una ragione per crogiolarsi nella nostalgia?

L’obiettivo è sempre quello di scrivere nuove pagine di questa grande storia. Per 125 anni Saucony è stato un brand all’avanguardia, lavorando a nuovi materiali, nuove linee e nuovi brevetti. Come dicevo prima, innovazione è anche saper costruire nuove collezioni, tempismo nel riproporre modelli importanti e capacità nello scegliere i partner con cui lavorare. La grande storia di Saucony ci offre senza dubbio un’eccitante opportunità.

A questo punto, qual è il prossimo passo per Saucony?

Non ti posso ancora dire molto, ma nel 2025 lanceremo sul mercato un nuovo prodotto a livello tecnologico molto interessante dal punto di vista performance e lavoreremo molto sulla comunicazione così da dargli la giusta rilevanza per un pubblico più ampio possibile. Il lancio di nuovi prodotti e tecnologie ci consentirà di lavorare anche a nuovi progetti sul fronte lifestyle; è un processo che stimola e influenza ogni ambito dell’azienda. Posso dirti che avendo visto cosa c’è in lavorazione in questo momento sono molto eccitato per il futuro. In passato ci sono stati momenti in cui eravamo ad alto livello con il performance e la parte lifestyle era penalizzata, o viceversa. Ora che Saucony è gestita come un’unica azienda sono convinto non capiterà più, abbiamo molto da offrire e tutto sarà al meglio delle nostre possibilità.

di Marco Rizzi

Questa è la versione integrale dell’intervista pubblicata a pagina 58 di HUB Style Issue #45 • 2-2024, clicca Qui per poter sfogliare l’intera copia digitale e consultare l’archivio di HUB Style Mag.