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A inaugurare il nuovo anno della fashion industry italiana e internazionale, oltre alle consuete fiere di settore e alle Fashion Week tornano come una piacevole sentenza anche i “100 punti di vista” firmati HUB Style. Vale a dire l’attesa inchiesta portata avanti dalla nostra redazione che coinvolge altrettanti punti vendita specializzati in tutta la penisola. C’era sicuramente da parte di tutti molta attesa e curiosità riguardo risposte, conclusioni e bilanci di un anno articolato come il 2023. In questo numero vi proponiamo otto pagine con le prime 50 schede, che ci permettono già di saggiare l’umore della distribuzione, in attesa di completare il quadro con la prossima puntata.

Dobbiamo dire che il sentiment generale è positivo. Molti negozianti si lamentano dei saldi troppo anticipati e hanno espresso la volontà di posticiparli per avere il tempo di vendere a prezzo pieno i prodotti. L’e-commerce si conferma una vetrina fondamentale per buona parte delle boutique, e solo una minima parte dei negozi non hanno una piattaforma di vendita online. Sul fronte della sostenibilità, invece, cresce l’interesse da parte dei clienti. Ma questa caratteristica deve essere sempre abbinata alla qualità del prodotto, oltre a un prezzo abbastanza accessibile. Non sempre (anzi, ancora raramente) il cliente è disposto a pagare di più per un prodotto più “responsabile”. C’è ottimismo, infine, circa il 2024: in linea con il 2023 se non in crescita. Pochissimi hanno dichiarato una previsione di chiusura con il segno meno.

Questa fotografia di una parte significativa del mercato italiano la ritroviamo anche in formato “macro” se andiamo ad analizzare i risultati del sistema moda a livello internazionale. Con una situazione “a due velocità”, come sottolineiamo anche nella nostra consueta rubrica “Analytic”: nel 2023 c’è chi è cresciuto a doppia cifra e chi ha registrato una leggera decrescita a causa dell’instabilità geopolitica che il mercato globale ha vissuto negli ultimi mesi. Ma è interessante soprattutto capire le prospettive per l’anno in corso, oltre che a medio termine.

Significativa la previsione condivisa dal presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, presentando il calendario della Fashion Week in programma dal 20 al 26 febbraio, secondo la quale nei prossimi cinque anni la moda italiana crescerà del 20% circa. “Probabilmente il 2024 non sarà il migliore e potrebbe rivelarsi un anno di passaggio, ma guardando al medio termine la moda continuerà a performare molto bene”, ha affermato Capasa. Ribadendo che i dati economici del 2023 sono in linea con quanto previsto e annunciato in occasione della Fashion Week maschile, con un +4% rispetto al 2022, con un fatturato di oltre 102 miliardi di euro, di cui 90 di export.

A proposito di Fashion Week: l’appuntamento milanese da settembre punta ad aggiungere un giorno in più al calendario. Un passaggio non semplice, per i vari incastri, ma che può essere strategico per rafforzare il già importante evento milanese, più ridotto rispetto a quello della capitale francese successivo (che dura sei giorni rispetto ai 9/10 di Parigi) e che segue New York e Londra. Intanto si stanno definendo gli ultimi dettagli riguardo la prossima MFW, che arriverà a quasi 200 appuntamenti tra presentazioni, sfilate fisiche e digitali. Creando, come di consueto, nuovi stimoli e opportunità per tutti gli operatori coinvolti. Un binomio, questo, che dovrebbe essere sempre ben impresso tra le priorità degli addetti ai lavori. Ecco perché di stimoli e opportunità cerchiamo sovente di offrirvene anche noi attraverso i contenuti print e digital di HUB Style.

E tra i vari argomenti di questo numero trovate anche un interessante focus sul segmento maglieria, una delle categorie più apprezzate e in costante ascesa, il cui fatturato globale è di 105,4 miliardi di dollari (circa 95,3 miliardi di euro) e potrebbe arrivare a 156,8 miliardi nel 2029, pari a 141,8 miliardi di euro. Con una crescita media annuale del 5,8% nel periodo in esame. Segmento, quello del kintwear, perfetto emblema della contemporaneità. Ecco perché è importante respirarla e viverla per poterla poi trasmettere al meglio all’interno delle proprie collezioni (nel caso dei brand) o nelle proprie scelte di prodotto (nel caso di buyer e negozi). Un’annata positiva rispetto a una negativa, un’opportunità rispetto a un rischio, una scelta coraggiosa rispetto a un’imprudenza: talvolta sono anche questione di… punti di vista.


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it