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Milano, la capitale della moda italiana, dal 20 al 26 febbraio, ha aperto nuovamente le sue porte per accogliere la Fashion Week, occasione in cui sono state presentate le collezioni donna Autunno-Inverno 24/25. Protagonista un panorama internazionale, che racconta le visioni e le sfumature stilistiche che intercorrono tra le diverse culture che popolano il sistema moda, contaminandosi e creando nuove connessioni.

Alabama Muse

Alabama Muse debutta con il suo primo evento durante la Milano Fashion Week 2024 e l’appuntamento di febbraio è fissato all’ora del tè presso la storica pasticceria Cucchi, in Corso Genova 1. Un guardaroba vibrante, no gender e animal friendly ideato da Alice Gentilucci e ricco di quella sensualità frizzante, vezzosa e viziosa. A cominciare dal french touch dei tailleur con mini a portafoglio in soffice marmotta rosa cipria con bordatura in foca e macro perle usate come bottoni, o nel modello trench lungo alle caviglie dal taglio sartoriale. Eleganza d’antan per lo scenografico jacquard in bianco e nero nel lunghissimo pelo kidassia che sceglie il lungo cappotto come la giacca rock, il gilet come la mini, per scoprire il corpo con sensualità, esattamente come la canotta in jersey doppiata con la cintura staccabile in marmotta. E ancora ricami di perle e di paillettes lanciano bagliori.

Antonio Marras

La collezione FW 24/25 di Antonio Marras è un omaggio a Eleonora D’Arborea, principessa medievale di Sardegna, vissuta tra la metà del 1300 e i primi del 1400. Una figura avvolta nel mistero, immaginata dal brand come una donna regale, ribelle, indipendente e innovatrice. Broccati ricamati, damaschi a motivi floreali, check bianchi e neri o rossi e neri, piede de poule, gessati, chevron, camouflage, lane dipinte o spalmate d’oro, velluti devorati, flock, voile a rose, chiffon a pennellate, pizzi, ricami, intarsi e patch a losanghe. Luccichii e fili pendenti. Montoni importanti e pelle stretch invecchiata e pelle colorata o shining, cerniere, spille e fibbie. Maglie decorate, jacquard paesaggio, maglie accoppiate con jais, argyle, trecce e intarsi. Abiti scivolati o a campana, capispalla autoritari, mantelle, giacche over o piccolissime, pantaloni cargo o dalla vita altissima, bustini, gonne drappeggiate e tante, tantissime camicie bianche. Il tutto declinato in una palette che richiama i colori verdi del sottobosco, il giallo, il rosso, l’oro e il nero.

Cult

Contemporanea e veloce, la collezione di Cult è un concentrato dell’essenza del brand tradotto in capi capaci di esprimersi attraverso volumi e linee che dialogano tra di loro. Dark e romantica la donna Cult esprime la propria identità con colori forti e potenti, chiave di lettura di un universo che va oltre la tendenza e si eleva a icona. Le varianti, pretesto per esprimerne la personalità, si divertono sperimentano diverse declinazioni vivacizzandole in modi sempre diversi. Sono i dettagli a dare l’esatta misura di una femminilità forte e sensuale che nella maglieria indugia nei pizzi e negli strass dei capi più basici, nelle costine che scivolano sulla silhouette. Una perfetta espressione che non prescinde dai toni casual, ma si piega a un approccio all day long.

Sergio Rossi

La nuova collezione Sergio Rossi FW 24/25 prende ispirazione dal mondo raffinato ed elegante dell’equitazione. Un viaggio che parte dalle origini della cavalcata all’amazzone, nata in Italia nel ‘300 presso la corte di Mantova. Per questa stagione, il brand parte dallo studio dei dettagli delle selle e dei finimenti del cavallo, dove la maestria artigianale incontra i materiali ricercati e le finiture di pregio, con un chiaro rimando all’heritage aziendale. Una raffinata gamma di silhouettes ridefinisce l’eleganza dei modelli proposti, pensati per accompagnare la donna in ogni momento della giornata, from day to night. Materiale d’eccezione che pervade tutta la collezione è il Gaucho: un pellame molto strutturato a cui si affiancano l’elegante camoscio, la vernice, il crepe satin e il rocher lame, una pelle laminata dall’effetto increspato. Sofisticata e femminile, la collezione riflette perfettamente l’essenza poliedrica di Sergio Rossi, che negli anni ha sempre raccontato la donna e le sue mille sfaccettature.

 

Martino Midali

Gli Anni ’70 racchiusi in un cappotto. Nasce dal capospalla un viaggio tra suggestioni creative le cui forme e colori esplorano le linee fino a portarle a una deriva over, quella più affine al mondo di Martino Midali. Così cappotti come soprabiti dialogano con silhouette più scivolate e morbide accanto ad altre più slim e cinturate che accompagnano il corpo. Il fascino irresistibile dell’essenziale firmato Midali si ferma sulla maglieria, che si riappropria di forme morbide e scivolate, incantandosi con il layering di strati morbidi e scambiabili tra di loro, aprendosi a nuove identità, come nella combo giacca e gonna scampanata. Fluidità è la direzione anche materica del jersey e delle sue pesantezze, della lana cotta, del tessuto spettinato e del denim oltre che della pelliccia colorata. La palette è gentile e avvolgente e sceglie il carta da zucchero e il grigio, il black&white rigato, il ciliegia fruttato, il rosso e il nero, il panna delicato.

Blazé Milano

La donna Blazé, amante del low profile, è allo stesso tempo abbastanza sicura di sé da assumersi con ironia qualche rischio. Abbraccia le tonalità autunnali, colorando blazer in velluto e gonne di paillettes di lampone, arancione ramato, noce e caramello. A suo agio con l’armadio di lui, di cui modifica lunghezze e volumi per adeguarli alle sue esigenze. Per il giorno i tessuti spigati si spalmano su Serama bomber e longuette, mentre blazer in lana micro-check si abbinano alle maglie serafino e pantaloni in pelle essenziali nelle silhouette. Lo sguardo al passato di una New York scomparsa che nel suo guardaroba rivive senza nostalgia è nella Hunny Jacket, monopetto accollato dai rever larghi, e dalla spallina leggermente scesa, in un bouclé piatto, così come nei montoni color cioccolato dai profili in pelle da indossare sopra uno spaghetti dress in seta.

Fracomina

È la visione della femminilità firmata Fracomina a mostrarsi protagonista ancora una volta con la sfilata-evento in programma nella sala delle colonne del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Le diverse anime della collezione FW 24/25 del brand si muovono tra un identitario urbanwear, chic e scanzonato, e una nuova idea di lusso easywear, cool e di tendenza. Un equilibrio couture tra forme e ispirazioni capace di fermare il tempo e di disegnare con i capi la perfetta idea di stile del brand.

SaraWong

La collezione SaraWong si insinua tra le pieghe della storia per narrare un racconto di bellezza dal significato profondo. La designer si è ispirata alle parole immortali di William Blake nel suo poema “Auguries of Innocence” e alla ricchezza culturale della Via della Seta, per creare un’esperienza di moda che celebra la connessione tra il microcosmo e il macrocosmo, il limitato e l’infinito. “To see a world in a grain of sand, and a heaven in a wild flower, hold infinity in the palm of your hand and eternity in an hour”. Queste parole spiegano la capacità di cogliere l’universo intero in un dettaglio apparentemente insignificante. Le texture e i motivi evocano una profonda connessione con la terra e il cielo, traducendo l’essenza poetica di Blake in capi di abbigliamento vibranti. In particolare, le stampe floreali si ispirano ai quattro magnifici fiori che si trovano sui murales delle grotte Dunhuang, un sistema di 500 templi scavati nella roccia nella provincia di Gansu, lungo la Via della Seta. Peonia, fiore di melograno, poinsettia e il caprifoglio rappresentano la resilienza delle donne, la loro capacità di adattamento, la comprensione e la speranza di una vita piena di bellezza e felicità.

Les Filles d’Eva

Les Filles d’Eva per la sua collezione FW24/25 immagina e racconta una donna dell’upper class degli anni ’90 dallo stile quiet luxury ed elegante. Una donna sofisticata che anche nel suo guardaroba ricerca l’autenticità, un’opulenza silenziosa, diventando portavoce di un’estetica discreta, mixata però ad un animo più romantico e rock. Milla Jovovich e Romy Schneider sono le donne immaginate dal designer Matteo Manzini, iconiche per la loro bellezza androgina e sensuale, classica e femminile, come le silhouette di collezione che in questa stagione diventano più aderenti e asimmetriche, studiate appositamente per esaltarne il corpo, in una moda silenziosa, sussurrata e senza eccessi.

Mantù

Il guardaroba Mantù è pensato per essere indossato in più occasioni d’uso, dall’ufficio al cocktail time. Il know-how dell’azienda sui capispalla viene tradotto nelle costruzioni couture delle giacche, che partono dai canoni maschili per raggiungere l’estetica femminile, curata nei minimi dettagli. Spalle accentuate si allargano come negli Anni ‘20, con la vita segnata che rende omaggio alla sensualità. E poi le shirt jackets dal fondo laserato. Sono pezzi versatili, creati per rendere unico ogni look, come la bow skirt personalizzabile e il bomber tecnico con maxi volume sulle maniche, perfetto in versione day or night. Senza dimenticare i cappotti doppiopetto, che nascono dal blazer o diventano over.

gentryportofino

La collezione gentryportofino Autunno-Inverno 24/25 trascende le tendenze per presentare un’idea di guardaroba curato e dall’estetica definita in un’ottica low key luxury. Protagonisti gli abiti dalle linee scultoree e declinati in molteplici materiali: a partire dal raso e dalla seta lucidi utilizzati per abiti asimmetrici, passando per il velluto di viscosa seta che dona fluidità alle lunghezze e alle scollature sulla schiena, fino al jersey in viscosa lana. Immancabili quelli in maglieria di cashmere, questa volta con lunghezze sotto il polpaccio e dal sapore bon ton. Nuovi i modelli di gonna dai lunghissimi plissè, che mantengono, grazie alla mano laniera, un aspetto daily, e quelle a matita, realizzate in tela di lana mano crêpe di fattura giapponese, che ritroviamo anche su giacche dai tagli geometrici.

Calcaterra

Lane preziose, cotoni, shetland, seta, alpaca e upcycled fur. Per Calcaterra la FW 24/25 è ricerca materica, trasformazione, un viaggio in un mondo senza confini dove la donna è in grado di assumere molteplici forme, riconoscendosi in ognuna di esse. Una palette colori che parla di quotidianità: bianco latte, grigio cenere, torba, zafferano, dattero e bordeaux. Un contrasto tra la rigidità delle linee geometriche e la fluidità dei due fiori, fil rouge dell’intera collezione: il giglio puro e la peonia.

Viviers

Nella collezione di Viviers, il lusso e l’umanità si uniscono per creare un futuro della moda consapevole e circolare, combinando fibre organiche e naturali provenienti dal Sudafrica, come la lana e il mohair, fino al nylon riciclato e ai materiali sintetici di recupero dell’alta moda. Una combinazione tra la tradizionale sartoria maschile con linee più organiche e femminili. La collezione incorpora collaborazioni con marchi di accessori sudafricani volte a evidenziare l’impegno del marchio nel sostenere le eccellenze, gli artigiani e le materie prime locali, come Cape Cobra Leather Goods, Nic Nate Leather Co e Mason Owen.

Chiara Boni

Pattern tartan e scozzesi tingono il guardaroba di Chiara Boni, caratterizzato da un’atmosfera cozy e senza tempo. Motivi sartoriali tradizionali, tra cui lo spigato e il Principe di Galles creano un affascinante contrasto con le silhouette femminili, arricchite da dettagli di ispirazione kilt. Il jersey iconico del brand è stampato con un motivo che imita perfettamente la flanella, mentre il velluto aggiunge una nota di seducente raffinatezza. La palette colori evoca una passeggiata nella campagna britannica: si spazia dal bianco invernale, al blush lavanda, al rosa petalo e al chartreuse fino ai toni intensi del mirtillo, del mogano, del muschio, dell’ottanio e del blu artico.

Maison Yoshiki Paris

La collezione Maison Yoshiki Paris presenta uno stile contemporaneo e audace, con un tocco rock’n’roll che la rende estremamente creativa e appariscente. Una palette dark interamente in nero con discreti accenti rossi. Le silhouette sono allungate, strutturate e potenti. L’assortimento di materiali comprende patchwork di seta, velluto di seta, pelliccia sintetica, lane morbide ed elasticizzate e paillettes oversize. Il denim è un inatteso protagonista della collezione, con alcuni accenti ispirati a Pollock. Gli accessori sono stati realizzati meticolosamente a mano, così come i gioielli. Inoltre, le sneaker sono state sviluppate in collaborazione con il brand giapponese Grounds. Caratterizzato da una visione internazionale, il brand condivide valori personalmente molto cari al designer, quali sostenibilità, upcycling, cicli di produzione brevi e, naturalmente, l’allure genderless.

Yali

Per questa stagione Yali ha esplorato il “modern heritage”, selezionando tessuti maschili per i capispalla e introducendo nuovi modelli come il cappotto Manhattan e il blazer Soho. L’abbigliamento da sera è pensato per una donna giocosa ma sofisticata, con pantaloni a vita bassa in varie texture e set di tweed bicolore, abbinati a camicie di seta. Debutta anche la prima capsule collection di maglieria realizzata con filati deadstock, in collaborazione con Spaccio Maglieria, un laboratorio di maglieria contemporanea, fondato nel 2022 da Giulia Bortoli. Lo studio riflette una generazione che ha bisogno di ritrovarsi, attraverso la lentezza della materialità, che vede nel “fatto a mano” il futuro della maglieria e del suo commercio.

Cavia

Ogni capo della collezione di Cavia è realizzato con meticolosa cura, attraverso l’utilizzo di tecniche differenti che conferiscono ai look un tocco unico e originale. Una produzione responsabile, caratterizzata dall’uso di materiali preesistenti o riciclati, che contribuisce a ridurre l’impatto ambientale, rappresentando un’alternativa etica alla moda tradizionale. Tessuti scozzesi e fantasie tartan diventano protagonisti in questa collezione dal gusto british, arricchiti da ruches e fiocchi che conferiscono quel tocco romantico e femminile distintivo del brand.  Coperte originali scozzesi sono state trasformate in abiti, cappotti e gonne, tutti pezzi unici che si affiancano alla maglieria, tratto distintivo del marchio fin dagli esordi.

di Maria Pina Ciuffreda