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“Sign of the times mai come oggi è il vero “motto” e i dati di chiusura lo confermano”

All’interno degli spazi del Tortona Fashion District, da giovedì 22 a domenica 25 febbraio, ha avuto luogo l’ultima edizione di White registrando ancora ottimi risultati: i visitatori sono stati 18.096 (in leggero calo l’Italia ma in aumento l’estero del 10%) e c’è stata una grande risposta alle iniziative come White Village, dedicate al b2c, con oltre 6.000 visitatori. 

Da sinistra a destra: Alberto Ciaschini, Avant Toi e Goti

La kermesse ha quindi accolto nell’iconica zona milanese buyer, fashion editor e professionisti del settore moda, provenienti da tutto il mondo, offrendogli un’edizione ricca di eventi, collaborazioni e novità a partire dal nuovo allestimento del salone, che ha cambiato mood lasciando spazio al nero, tocchi di rosa e dettagli specchiati. Riconfermandosi un evento in grado di attirare l’attenzione del panorama fashion, una vetrina per i nuovi talenti e una piattaforma stimolante per i brand già consolidati.

In totale hanno presenziato circa 300 marchi (40% internazionali, 60% italiani) con uno stand personale all’interno del quale hanno presentato in anteprima le collezioni prêt-à-porter dedicate alla stagione FW 24/25

“Vorrei sottolineare come oggi dopo il periodo covid il nostro mondo si sia trasformato e le  manifestazioni che non hanno saputo cogliere il cambiamento – come la maggior parte di quelle  europee – vengano di conseguenza cancellate dal marcato. In Italia oggi per la moda donna è  indubbio che a Milano WHITE sia un’eccellenza ’fieristica’ di riferimento. I dati di affluenza e di  partecipazione dei brand lo dimostrano in modo chiaro. Siamo però solo all’inizio di un percorso che  sarà lungo e difficile, fatto di trasformazioni. Di questo noi e le istituzioni dobbiamo prenderne seria  consapevolezza, per aiutare il settore in un momento così difficile. La nostra realtà aziendale è in totale evoluzione e lo dimostrano tutte le iniziative recentemente  attivate: dal grande successo di WHITE Village, un segnale importante di apertura alla città, al  progetto Expo White rivolto a presentare la creatività di paesi fino ad oggi riconosciuti unicamente  per lo sviluppo del segmento retail. Inoltre attraverso il progetto (Textile)Times by Expo WHITE verrà  dato maggiore supporto ai designer internazionali. Tutte le nostre iniziative pongono al centro la  città di Milano e sono funzionali al rinnovamento del salone, sia in termini di brand mix che di  immagine”, dichiara Massimiliano Bizzi, presidente e founder di White.

Da sinistra a destra: Miaoran, Stefano Mortari e Vuscichè

Notevole è stato il riscontro avuto dal progetto Secret Rooms: cinque stanze nascoste a cui si accedeva attraversando altrettanti corridoi specchiati che risvegliavano e stimolavano lo sguardo, preparando il visitatore alla scoperta delle collezioni che questi talentuosi designer hanno proposto:  PROTOTYPE:AM, Alberto Ciaschini, YANGKEHAN, Samanta Virginio, MIAORAN. 

Le Loft, all’interno Superstudio Più, sono state teatro della presentazione di tre collezioni di altrettanti brand established: l’area dedicata Avant Toi, un’esplosione di colori e  capi di maglieria, quella di GOTI, un’enorme stanza nera piena di teche illuminate, e quella di Stefano Mortari, una sorta di showroom in cui i capi della collezione risaltavano  grazie all’ambientazione pulita e semplice.

Da sinistra a destra: House of Florence, Kasei Archive e La Milanesa

Nel Basement, invece, hanno trovato il proprio spazio le collezioni più avant-garde: il marchio Vanderwilt, con il suo mood cupo e dark, M1978, brand di gioielli dai lineamenti imperfetti, artigianali e realizzati con metalli preziosi e pietre dure e Vuscichè con i suoi capi  broccati, cuciti usando tessuti antichi recuperati e mescolando lo stile contemporaneo con elementi grunge. 

“Mai come in questa edizione, il connubio contenuto-contenitore è stato perfettamente  rappresentato. Il contenuto, dato dal brand mix delle collezioni presentate, ha espresso chiaramente  la voglia di White di osare, di raccontare emozioni e lanciare messaggi. Lo ha fatto senza timore,  selezionando esclusivamente collezioni che rappresentano il nostro dna e tralasciando scelte più  scontate che favoriscono un mercato apparentemente più allettante. Il contenuto si è mescolato  naturalmente con il contenitore che in questa edizione ha cambiato veste, prediligendo un  allestimento nero arricchito da giochi di luci e specchi che hanno scosso l’emotività del visitatore fin  dal suo ingresso in salone”, afferma Simona Severini, general manager di White.

La fiera ha inoltre promosso un progetto legato alla sostenibilità con la collaborazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO): una speciale mostra fotografica che ha affrontato il tema della sfida globale dei rifiuti tessili, progettata dagli studenti dell’Accademia CasaModa di Casablanca (Marocco) e sviluppata nell’ambito del programma SwitchMed

La seconda edizione del White Village è stata un successo, con partner d’eccezione come Albini  Group, Mesmerize, BioQitchen, MTV ITALIA e molti altri. Il palinsesto presso l’auditorium del  MUDEC ha registrato una grande affluenza.  

Da sinistra a destra: Oyuna, Prototype e Samanta Virginio

Tra le iniziative di rilievo anche “Looking Back” evento nato in collaborazione con East Market, prima  piattaforma milanese dedicata al vintage e aperta a privati e professionisti, che in quattro giorni ha  visto affluire al Padiglione Visconti 6.027 visitatori di cui 2.002 operatori accreditati di White e 4.025 clienti di East Market.  

Inoltre, in occasione della prima giornata della fashion week milanese dedicata alle collezioni donna, il marchio Pence 1979, è approdato con il pop-up, in collaborazione con White, nel prestigioso concept store 10 Corso Como.  

“Siamo davvero soddisfatti del risultato dell’edizione appena conclusasi i cui numeri di affluenza  attestano ancora una volta la solidità del nostro evento, nonostante l’innegabile cambiamento  in atto del settore. White è dunque il salone internazionale di riferimento per le PMI e anche per le realtà più strutturate,  un hub di incontro per i buyer e la press che vi approdano ogni stagione da tutto il mondo per  selezionare le migliore proposte dal nostro brand mix”, afferma Brenda Bellei, ceo di M.Seventy White.