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Shaft Jeans takes Milano. E lo fa inaugurando il suo store in Corso Magenta 22. Il celebre brand di premium denim made In Italy , ha aperto le porte della sua seconda boutique, dopo quella di Forte dei Marmi, il 1 febbraio 2024, per cui è stato realizzato un video in 3d con le tecniche più all’avanguardia di VFX.

Nelle sequenze si vede un macro jeans è appeso sul tetto del palazzo di Corso Magenta, che muovendosi ne ricopre quasi tutta la facciata ed un tram che passa. In occasione dell’opening abbiamo avuto il piacere di intervistare i gemelli Letizia e Lorenzo Palchetti Tosi, che sono alla guida del brand. Che ci hanno raccontato presente e futuro di Shaft Jeans.

Questa inaugurata a Milano è la seconda boutique del brand, dopo Forte dei Marmi. Cosa vi ha spinti a scegliere la capitale meneghina?

Milano è la città più internazionale di Italia e visto l’importante crescita nei mercati esteri era importante per noi avere una sede anche qui, dove moda e turismo internazionale si mescolano perfettamente. Inoltre è un po’ la nostra seconda casa, io ho studiato al Politecnico, mentre Lorenzo ha studiato in Bocconi, e per molti anni abbiamo vissuto a Milano prima di tornare a vivere dove è l’azienda, cioè a Firenze.

Ci sono in previsione nuove aperture nel 2024?

Stiamo studiando una località sciistica di lusso in Italia e uno spazio nel sud della Francia, dove Shaft è nato. Il primo proprietario monsieur Shafir (da lì il nome Shaft che era il suo nickname) infatti era di Montpellier.

Cosa ha ispirato la scelta di stile del negozio?

Il brand nasce negli Anni’ 70 e la loro influenza si ritrova in tutte le collezioni, allo stesso modo anche il design del negozio è ispirato a questo. Linee sinuose e morbide e colori pastello.

Shaft Jeans è completamente made in Italy. Cosa vuol dire per voi? In quali distretti producete le collezioni?

Shaft è da sempre prodotta in Italia. Per noi è un grande vanto e motivo di orgoglio. Lavoriamo internamente nella nostra fabbrica a Firenze, ma anche nella “denim valley” italiana, cioè tra Marche e Abruzzo, dove abbiamo i nostri laboratori e ci appoggiamo alle lavanderie migliori e più innovative della zona.

Quali altre caratteristiche contraddistinguono i vostri jeans?

Abbiamo delle tele denim esclusive, leggerissime e impalpabili. Siamo famosi per i nostri pantaloni ampi e a zampa. Siamo anche riconosciuti per tecniche tradizionali reinventate e rinnovate come l’effetto matelassé, (un’azienda che cuciva divani a cui abbiamo modificato la catena e adesso applica questi effetti ai nostri denim) e tecniche tie dye, con tinture naturali ed ecologiche

Che approccio avete alla responsabilità?

Usiamo da tempo denim organico certificato. Lavoriamo tutto il prodotto in Italia, dove abbiamo tutta la nostra filiera nel giro di 300 km. Gli standard in Italia sono molto alti e i nostri laboratori e le nostre lavanderie sono altamente certificate. Negli ultimi anni il vero approccio alla sostenibilità, almeno da parte nostra, è la trasparenza nei confronti del consumatore. Cioè dichiarare dove è fatto il prodotto, da dove vengono i tessuti e quali sono i processi che utilizziamo per realizzarlo.

In quali mercati è distribuito attualmente Shaft Jeans?

I mercati di riferimento di Shaft Jeans sono gli USA, Canada, Germania, Benelux, Svizzera, Francia, Spagna, Korea, Norvegia e chiaramente Italia.

In percentuale, quanto conta il mercato italiano, vs quello estero?

Le percentuali rispetto ai mercati sono 40% Italia e 60% estero, con l’obiettivo di far diventare 80% estero e 20% italia

Questi ultimi due anni hanno registrato una crescita esponenziale del brand. Come avete chiuso in termini di fatturato il 2023? Previsioni per l’anno in corso?

Il 2023 è stato chiuso con circa 3 mln di euro. Prevediamo un 20% di crescita nel 2024 grazie ad apertura nuovi mercati wholesale e impulso del canale retail e online.

Che progetti futuri vedono protagonista Shaft Jeans nel breve termine ?

I nuovi progetti nel breve termine prevedono uno sviluppo prodotto attraverso maggiore sostenibilità della filiera produttiva, la digitalizzazione dei processi interni aziendali e l’esternalizzazione di alcune attività per rendere più efficienti i flussi operativi, aumentando quindi la soddisfazione dei nostri clienti. Infine, l’assunzione di personale under 35.

di Valeria Oneto