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Atelier VM, 25 anni di gioielli poetici e alchimia, caratterizzati da un design esperienziale, vengono raccontati in un libro e celebrati da una mostra a Milano.

Il laboratorio orafo e marchio milanese, fondato dalle designer Marta Caffarelli e Viola Naj-Oleari, celebra i suo primo venticinquesimo anniversario di attività con un libro edito da Corraini Edizioni e una retrospettiva a cura di Milovan Farronato, nelle stanze di un antico palazzo di Milano.

Iniziative che appaiono certamente come spunto di riflessione per una nuova partenza, condivisione di un progetto in continuo divenire. Con tutti quelli che negli anni hanno partecipato all’opera di Atelier VM, al crocevia tra arte, design e imprenditoria.

Per le due fondatrici, i gioielli sono più di un accessorio. Sono infatti intrisi di simbologia e significati, si trasformano nel portavoce sofisticato della propria personalità, del proprio io. È senza dubbio questo il segreto del loro successo. Saper riconoscere nel minimalismo la chiave di volta del mondo della gioielleria. Ne è la prova il loro gioiello iconico L’Essenziale.

Ma il brand ha saputo, negli anni, innovarsi e restare contemporaneo, seppur sempre fedele a sé stesso. E per festeggiare questi 25 anni Atelier VM per la celebrazione del suo venticinquesimo anniversario presenta un nuovo e innovativo progetto: 3k, la nuova lega.

Ritratto delle founder Marta Caffarelli e Viola Naj Oleari

Abbiamo intervistato con piacere Marta Caffarelli, presidente e co-founder di Atelier VM e Viola Naj Oleari, co-founder e creative designer del brand. Ed ecco cosa ci hanno raccontato.

25 anni, un compleanno importante. Cosa significa per voi questo traguardo e come avete scelto di celebrarlo?

 Viola: Il 25 esimo è sicuramente un arrivo, una pietra miliare, un punto dopo mille curve percorse ed è quello che stiamo raccontando in questi giorni e che abbiamo celebrato proprio lo scorso 21 marzo con una retrospettiva di questo percorso fatto insieme. Il futuro è già cominciato e si è concretizzato nella realizzazione di questo momento, obbligarci a guardare indietro, a studiare quanto fatto ci ha portato a nuove consapevolezze, la prima quella del valore del nostro patrimonio e dell’importanza di valorizzarlo.
In futuro, la sfida sarà quella di riuscire a far convivere da un lato la spinta espansiva e la nuova struttura che la sostiene e dall’altro la conservazione e la cura del patrimonio creato e raccolto fino ad oggi insieme allo spirito innovativo che ci contraddistingue e che continueremo a mettere al servizio del nostro pubblico.

Perché la scelta proprio di un libro e una mostra?

Marta: Abbiamo sentito l’esigenza di fermare i ricordi per non perderli, non lasciarli sbiadire, e in qualche modo speriamo che la nostra esperienza sia fonte d’ispirazione. Un libro dà peso, legittimità, forma tangibile: documenta ciò̀ che abbiamo costruito in questi anni. Il lavoro di analisi è stato faticoso, ma ci ha consentito un viaggio a ritroso, introspettivo, da cui sono certa emergeranno nuove intuizioni e prospettive. La pubblicazione realizzata con la casa editrice Corraini è a metà tra il diario, l’album di ricordi e la riflessione critica e ripercorre la storia di VM dai suoi esordi. Con noi giovanissime amiche, fino ad arrivare alla guida di una vera e propria azienda, prevalentemente femminile e milanese. Al suo interno testi critici, ma anche poetico-affettivi a cura di Domitilla Dardi, e Milovan Farronato (anche curatore della mostra) e una conversazione approfondita e intima con la curatrice e amica Alessandra Pomarico.

Oltre ai testi, testimonianze, materiali d’archivio, disegni, schizzi e un importante corredo fotografico d’archivio. La mostra “Due Nomadi Gold – Dal gioiello poetico al design esperenziale, 25 anni di creazioni Atelier VM” è stata presentata al primo piano di un antico palazzo dismesso al civico 14 di Via Cesare Correnti, a pochi passi da uno dei due flagship cittadini e ha ospitato le opere di Atelier VM. Con un percorso espositivo che celebra 25 anni di creatività, passione, impegno, sperimentazioni, esperienze, relazioni, materiali, forme e collaborazioni. La mostra ha dato l’opportunità di osservare il gioiello nel suo farsi, di mischiarsi al racconto di una storia sempre personale e intima.Un percorso non canonico da attraversare insieme, osservando come i gioielli abbiano abitato e abitino corpi e relazioni in divenire in un’atmosfera, sempre in movimento, leggera e profonda insieme.
L’innovazione fa parte del nostro DNA, così come la tradizione e il patrimonio culturale che abbiamo sempre custodito con cura. Con questo spirito non smettiamo di guardarci intorno, viviamo la realtà e la nuova collezione ne è la dimostrazione.

L’Essenziale è il vostro iconico must have. Come è nato?

Viola: Questo filo d’oro saldato intorno al polso non aveva un nome ma l’urgenza di un’idea, quella di fissare un ricordo al corpo per non lasciarlo sfuggire. Sono partita quindi da quello che sapevo fare, pensare ai gioielli che vestano d’anima e poesia. E’ stata l’energia della catarsi a mettere alla luce un’idea così dolcemente risolutrice che porta il nome de: L’Essenziale.

Cosa ispira le vostre collezioni contemporanee?

Viola: Atelier VM è un’officina alchemica, dove un anello, una pietra, un bracciale, un ciondolo diventano una sensazione, una memoria, una stagione, una persona. Gioielli che in qualche modo materializzano i doni impercettibili della vita e che, una volta creati e indossati, crescono con noi, assumendo la forma delle nostre dita e dei nostri colli, assorbendo le nostre esperienze, e proteggendoci lungo la strada. Questo è il nostro piccolo segreto alchemico.

3Kt è il vostro nuovo progetto. Come prende vita e perché?

Marta: 3KT è un progetto innovativo di cui siamo entusiaste. L’innovazione fa parte del nostro DNA, così come la tradizione e il patrimonio culturale che abbiamo sempre custodito con cura. Con questo spirito non smettiamo di guardarci intorno, viviamo la realtà e 3Kt è la nostra personale risposta a questo momento storico complesso. 3Kt è esigenza e risposta, è bisogno di rivedere le priorità̀ senza smettere di cercare la bellezza. Abbiamo inventato una nuova ricetta per liberare, ancora una volta, il gioiello dai suoi rigidi obblighi e anche dal minimalismo , di cui ancora una volta il brand è stato antesignano, per avere nuovamente l’opportunità di forme e superfici lucenti più ampie e presenti.

Quali sono le novità in termini di collezioni?

La nuova lega 3kt brevettata da Atelier VM racchiude tutta la sua essenza nella prima collezione Bloom. La collezione Bloom affonda le sue radici nel nostro passato.

I gioielli “Senza spessore”, come li ha definiti la critica del design Domitilla Dardi che ha collaborato con noi al libro, sono nati nel 2003 un po’ per caso un po’ per noia realizzandosi in quelli che chiamavamo I gioielli di Carta, orecchini leggeri bidimensionali, colorati, molto amati dal pubblico che all’epoca riuscivamo a raggiungere. L’evoluzione è poi stata la collezione dei gioielli tagliati a laser che mantenevano la stessa bidimensionalità. Passando dai fogli di carta a quelli in bronzo e in argento. Oggi, come un cerchio che si chiude, alcuni soggetti, tutti floreali sono rinati nella collezione Bloom.

Dove immaginate Atelier VM tra 10 anni?

Espanderci rimanendo umani è il sogno più auspicabile. A questo proposito vogliamo cercare di riservare sempre più cura e attenzione alle relazioni aziendali. In particolare modo al sostegno della gender equity che ci sta molto a cuore.

di Valeria Oneto