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La società di consulenza e ricerche di mercato sul consumatore specializzata nei settori lifestyle e retail, Sita Ricerca, ha illustrato nel webinar su “Consumi fashion, second hand e sostenibilità” i risultati del proprio Osservatorio Fashion Sentiment sugli atteggiamenti e gli stili di consumo sostenibili, in relazione al fenomeno crescente del Second Hand.

“L’acquisto di Seconda Mano è una pratica sostenibile crescente e trasversale ai target e che potrebbe drenare risorse al mercato del Nuovo. Abbiamo quindi deciso di monitorare questo mercato in maniera continuativa anche attraverso il nostro Fashion Consumer Panel. Nel 2023 oltre il 10% delle famiglie italiane ha acquistato capi di abbigliamento usato con una spesa media di 71 euro per un totale 196 milioni di euro. È un fenomeno in crescita che già oggi pesa per l’8% dei volumi complessivi di abbigliamento acquistati dalla clientela del Seconda Mano”, afferma Paolo Zani, partner e responsabile del FCP.

La sostenibilità è un aspetto che influenzerà sempre di più le scelte di acquisto del consumatore. Oggi il 59% dei consumatori dichiara che sarà più attento e questo tema, 8 punti in più rispetto al 2023.

Ciò riflette una particolare attenzione su diversi fattori come: la capacità dei produttori di ridurre le emissioni (27%) e di utilizzare energia rinnovabile (21%), il riciclo delle materie prime e dei filati (23%), l’acquisto di prodotti di Second Hand (16%) e la disponibilità ad acquistare capi a basso impatto o l’acquisto di capi no season.

A ciò si aggiunge anche un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale, attraverso la valutazione delle condizioni di lavoro e nel pagamento di un salario adeguato da parte delle aziende (11%).

Il prezzo rimane una variabile importante per il consumatore, infatti, il 53% dei consumatori non è disposto a pagare di più un prodotto sostenibile.