In questo articolo si parla di:

C’è chi cresce perfino a doppia cifra e chi registra una leggera decrescita a causa dell’instabilità geopolitica che il mercato globale ha vissuto negli ultimi mesi. Il mondo del fashion system internazionale svela le sue due anime che hanno però un punto in comune: l’ottimismo per l’anno 2024, appena iniziato. Ecco l’analisi delle performance economiche dei principali gruppi del lusso.

Dati registrati a fine 2023

Partiamo con il colosso del lusso. Il Gruppo LVMH guidato da Bernard Arnault ha chiuso il 2023 a quota 86,2 miliardi di euro, registrando una crescita organica del 13% rispetto al full-year 2022.

Nell’esercizio gli utili da operazioni ricorrenti sono stati pari a 22,8 miliardi di euro, in crescita dell’8%. Il numero uno del lusso progredisce ma rallenta la corsa, nel 2022 infatti sia il turnover che gli utili erano cresciuti del 23%. Il margine operativo è rimasto stabile rispetto al 2022. La quota dell’utile netto del Gruppo ammonta a 15,2 miliardi di euro, in aumento dell’8%.

Nel solo quarto trimestre 2023 l’incremento organico dei ricavi è stato pari al 10%. Tutti i segmenti aziendali hanno riportato una forte crescita organica dei ricavi, a eccezione di Wines & Spirits (-7%), che ha dovuto far fronte a un’elevata base di confronto e a elevati livelli di inventario. Europa, Giappone e il resto dell’Asia hanno registrato una crescita organica a doppia cifra. L’area Fashion & Leather Goods, invece, ha totalizzato 42,1 miliardi di euro, in crescita del 9%, l’utile derivante da operazioni ricorrenti è aumentato del 7%. Il Gruppo Tod’s ha chiuso il 2023 con ottimi risultati di vendita e tutti i marchi hanno registrato una crescita a doppia cifra dei loro ricavi, a cambi costanti.

Il fatturato consolidato vale 1,12 miliardi di euro, in crescita dell’11,9% rispetto al 2022, grazie alla spinta della regione chiave della Greater China. Nel solo quarto trimestre il fatturato è salito del 7,5% a cambi costanti. I risultati positivi sono trainati dai due marchi ammiragli del Gruppo, Tod’s e Roger Vivier. Il primo ha sperimentato un aumento delle vendite del 10,4% toccando quota 562,9 milioni di euro.

Anche il Gruppo Ermenegildo Zegna conferma i suoi obiettivi di crescita, archiviando il 2023 con un incremento sostenuto delle vendite anche nell’ultimo trimestre dell’anno, grazie anche alla performance positiva del mercato nordamericano. Nell’ultimo esercizio fiscale, il Gruppo ha annunciato ricavi preliminari pari a 1,9 miliardi, in aumento del 27,6% su base annua. Nel quarto trimestre dell’anno, i ricavi sono stati pari a 570 milioni di euro, in aumento del 40,1% su base annua, con una crescita organica del 19,6%.

Dati registrati nei primi 9 mesi del 2023

Il Gruppo Kering conferma il rallentamento nel settore del lusso. Ha registrato un fatturato a -3% a tassi correnti nei primi nove mesi che totalizza vendite per 14,6 miliardi di euro. Nel solo terzo trimestre (luglio-settembre 2023) il giro d’affari è diminuito del 13% raggiungendo i 4,5 miliardi di euro. Le vendite retail (pari al 78% del totale vendite, incluso l’online) sono calate del 6%, quelle wholesale del 20%. Nel Nord America le vendite sono calate del 21%, in Europa del 10% mentre in Asia, escludendo il Giappone (con vendite in aumento del 28%), c’è stato incremento dell’1%. Sono stati nove mesi da quasi 2 miliardi di euro, invece, quelli del Gruppo Moncler.

Un risultato, arrivato a contare 1,8 miliardi, che segna una crescita del 16% a valuta corrente, contro gli 1,55 miliardi registrati nel medesimo periodo dell’anno precedente. Nel terzo trimestre, i ricavi del player del lusso hanno raggiunto quota 669,7 milioni di euro, in aumento del 7% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2022. Per quanto riguarda i singoli marchi, invece, il brand Moncler ha registrato entrate da 1,49 miliardi di euro nei nove mesi, in crescita del 19% a cambi correnti, mentre Stone Island ha generato ricavi per 310,1 milioni, in crescita del 2%. Guardando al terzo trimestre, Moncler ha visto ammontare il proprio fatturato a 561,2 milioni di euro (+9%), mentre Stone Island si è attestato a 108,5 milioni, allineato al risultato conseguito nel 2022.