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L’Unione europea fa un passo in avanti verso l’economia circolare nel settore tessile. Entro 18 mesi dall’entrata in vigore della nuova direttiva i Paesi dell’Ue dovranno istituire regimi di responsabilità estesa del produttore, EPR – Extended Producer Responsibility.

Secondo la proposta di revisione chi produce, distribuisce e importa prodotti tessili nel mercato interno è obbligato ad avviare un sistema per la raccolta di abiti e tessuti, coprendone i costi. Con lo scopo di migliorare il riutilizzo e il riciclo di alta qualità.

Entro il 2025, inoltre, gli Stati membri hanno la responsabilità di garantire la raccolta differenziata dei prodotti tessili per il riutilizzo.

Anna Zalewska, relatrice in commissione Ambiente, spiega che l’applicazione delle nuove regole sarà estesa a tutti i prodotti tessili inclusi quelli di uso non domestico.

Estesa anche la definizione di importatori, con l’inclusione delle piattaforme di vendita online. È prevista, infine, una selezione più efficiente dei rifiuti urbani misti, in modo da raccogliere gli articoli che possono essere riciclati prima di inviarli in discarica o agli inceneritori.

EPR: nuovi obiettivi

Tra i pionieri la Francia, che nel 2007 ha stilato una legge sulla responsabilità estesa al produttore. Dal 2014 a oggi il tasso di raccolta in Francia è aumentato del 40% e nel 2022 il 59,5% dei prodotti tessili raccolti è stato riutilizzato e il 31,3% riciclato. Recentemente anche l’Olanda ha previsto un meccanismo simile.

“Questi obiettivi tanto necessari sono stati rinviati di diversi anni, creando pochi incentivi per aumentare la capacità di raccolta e attuare soluzioni efficaci alla crisi dei rifiuti. Inoltre questa decisione va contro l’impegno espresso dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla strategia tessile dell’Ue per il 2023”, commenta Theresa Mörsen di Zero Waste Europe.

Ogni anno nel territorio dell’Unione europea si producono 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. L’abbigliamento e le calzature generano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti. Mentre in tutto il mondo viene riciclato meno dell’1% dei prodotti tessili.

In una lettera firmata da 48 associazioni ambientaliste European Environmental Bureau e dieci parlamentari Ue si legge: “La transizione verso un’economia circolare dovrebbe avere al centro la riduzione dell’utilizzo delle risorse: invece di limitarci a chiudere un ciclo sempre più ampio, dobbiamo ridurre le dimensioni dei flussi di materiali. Ciò richiede una completa riorganizzazione dei nostri modelli di estrazione, produzione e consumo”.