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In evidenza un’immagine della locandina del film “Afrin nel mondo sommerso” di Angelos Rallis

L’impegno di CityLife in materia di sostenibilità (in tutte le sue forme) è da tempo una realtà consolidata. E per dimostrare ancora una volta l’attenzione nei suoi confronti, il lussuoso quartiere di Milano ha deciso di proporre una serie di film legati a questo tema, con lo scopo di sensibilizzare ancora di più il pubblico. Primo tra tutti, il documentario “Last stop before chocolate mountain”.

Afrin nel mondo sommerso

In programma martedì 23 aprile 2024 (ore 19:30), Afrin nel mondo sommerso è la seconda proiezione di una lunga serie proposta da CityLife Anteo che vedrà un’introduzione a cura del regista Angelos Rallis e della protagonista Afrin Khanom.

Una ragazzina di soli 12 anni ha appena perso la sua casa a causa delle forti alluvioni avvenute in Bangladesh e, per sfuggire anche da un matrimonio combinato, parte alla ricerca del padre che la abbandonò qualche anno prima. Durante il suo viaggio arriva a Dhaka, la città con il più alto tasso di persone e inquinamento del Bangladesh.

Da qui inizia la dura realtà della metropoli in cui resilienza e adattamento sono le parole chiave. Questa è la storia vera di una giovane migrante climatica, in fuga dalle alluvioni in Bangladesh.

Il docufilm, vincitore del premio come “Miglior Documentario” al Giffoni Film Festival, ha ricevuto il patrocinio di GreenpeaceAmnesty International, Save the Children, WWF e Legambiente. Oltre che il prezioso supporto alla distribuzione di UCCA/ARCI.

Clicca qui per guardare il trailer.

Una storia vera

Le tematiche di cui parla il film sono super attuali. Infatti, in primo piano ci sono la crisi climatica, i disastri ambientali e la migrazione minorile.

La Banca Mondiale stima che dal 2050 l’Asia Meridionale avrà 50 milioni di rifugiati climatici all’anno e l’OMS prevede che i bengalesi sfollati saranno 13 milioni (nel 2022 sono stati 7 milioni).

Secondo alcune ricerche, il climate change sta intensificando gravemente le piogge monsoniche stagionali e i cicloni, rendendo le inondazioni ancora più imprevedibili. Il Brahmaputra – uno dei fiumi transfrontalieri più grandi che attraversa Cina, India nordorientale e Bangladesh – è tra i più soggetti alle inondazioni catastrofiche in primavera, quando la neve dell’Himalaya si scioglie.

Tutto questo porta a enormi carenze: dalle interruzioni all’agricoltura fino alla scarsità d’acqua, dalle malattie alla chiusura delle scuole e al disagio psichico. Tra le persone più colpite da questi fenomeni estremi, in tutto il Bangladesh, ci sono sicuramente le donne e le ragazze. I problemi principali riguardano in primis la salute ma anche i diritti sessuali e riproduttivi, la violenza di genere e la tratta criminale.

Per i nostri appassionati lettori c’è la possibilità di comprare i biglietti a una tariffa ridotta (6,50 euro) attraverso il codice: GREEN.