In questo articolo si parla di:

Ne abbiamo parlato nei numeri 04 e 05-23 di HUB Style in occasione dell’evento speciale tenutosi a settembre 2023 per celebrare la release dello stivale 8833 Classic Moc di Red Wing. Uno dei punti di riferimento dello streetwear romano in cui a brand affermati si affiancano le creazioni di designer emergenti.

Parliamo di Urbanstar, lo store romano nato nel 2002 e che nel suo spazio di 400 mq, diviso su due livelli, propone una vasta selezione di brand affermati e indipendenti. La ricerca di nuovi stimoli per i clienti più attenti è infatti il core business della realtà che nel suo vasto ambiente riflette l’anima street di ogni marchio, ponendo un focus importante sul prodotto.

Originale ed eclettico, questa è la storia di Urbanstar il concept store dal fascino giovane e cosmopolita. A raccontarci le nocità delle prossime stagioni è Andrea Ciommi, founder della realtà.

Quando e dove nasce Urbanstar? Quali sono le sue mission e vision?

Urbanstar nasce come store fisico nel 2002, dalla mia voglia di dare vita a una passione che tenevo nel cassetto da sempre. All’epoca non avevo un background d’esperienza nel settore ma c’era molta voglia di dare vita a qualcosa che potesse cambiarmi la vita. In pochi anni Urbanstar è diventato un punto di riferimento per tantissimi appassionati del mondo streetwear e, trascinato dal successo che avevamo ottenuto in poco tempo, solo pochi anni dopo ci siamo ampliati e dal 2017, grazie al sito web, siamo riconosciuti a livello globale. Nel tempo Urbanstar è diventata una realtà plasmata sul gusto della nostra community, con una vision improntata sulla passione per lo streetwear ma con una maggiore attenzione al particolare, all’introvabile. Per questo motivo nel nostro catalogo c’è un’ampia presenza di brand non mainstream e provenienti da realtà internazionali anche indipendenti.

Qual è il target di riferimento?

Abbiamo una clientela abbastanza variegata: essendo nati come multibrand streetwear, molti nostri clienti vengono da noi per i marchi urban più comuni, eppure negli anni si è sempre più fortificata una community più attenta a realtà ricercate e meno mainstream. Permettendoci di plasmare la nostra identità in maniera peculiare. Da qui nasce la ricerca di prodotti più “di nicchia” e particolari e la conseguente scelta di brand che potessero valorizzare questa nostra scelta.

Sul vostro sito è presente una sezione dedicata alla sostenibilità. Da quanto tempo l’avete inserita? E quanto è importante per voi questo tema?

Il tema della sostenibilità lo abbiamo sollevato subito dopo il periodo Covid-19. Come azienda ci siamo impegnati inizialmente a modificare tutti i packaging utilizzati per gli ordini e-commerce, a utilizzare corrieri che potessero garantire una compensazione della CO2 e a selezionare alcuni marchi più responsabili all’interno della nostra brand list. Dopodiché il passo successivo è stato organizzare un evento di community attiva, ed è qui che nasce “Urbanstar GoingGreen”: un progetto che prevede l’organizzazione di eventi legati alla sostenibilità e alla salvaguardia dell’ecologia. Inoltre ad aprile 2023, in occasione del restyling del nostro sito, abbiamo deciso di dedicare una sezione specifica alla sostenibilità, marcando i prodotti scelti come sostenibili con un segno distintivo così da poter essere facilmente riconoscibili. In questo modo non solo facilitiamo la scelta del cliente ma diamo maggiore visibilità a quei brand che hanno scelto di dare spazio a prodotti “green”.

All’interno del vostro store c’è, inoltre, una sezione con brand giapponesi. Perchè questa scelta? C’è un legame particolare tra Urbanstar e il Giappone?

Quella per i brand giapponesi è una passione che esiste da sempre e che coltivo ricercando ogni anno marchi nuovi e all’avanguardia. Abbiamo iniziato inserendo i più conosciuti come Undercover, Needles, South2 West8, Comme des Garçons Shirt, per poi allargare la brand list anche a FC/E., Beams+, Digawell , Snow Peak. Per non parlare degli iconici Mizuno e Asics, da sempre presenti tra i nostri marchi.

Avete intenzione di incrementare la selezione di marchi giapponesi? Se sì, potete farci qualche spoiler?

Sì, ovviamente. Le new entry per la prossima stagione saranno SOPHNET., Fumito Ganryu, Anonymous.ism, Norbit, Uniform Experiment, F.C. Real Bristol e CMF Outdoor Garment: brand ai più quasi sconosciuti ma di inestimabile valore per i più appassionati.

Avete in mente altri eventi speciali e/o collaborazioni come l’iniziativa dello scorso settembre per la release dello stivale di Red Wing?

Siamo sempre aperti a collaborazioni con i nostri brand: attività come queste rendono stimolanti e uniche le uscite di nuovi prodotti sia per eventi legati a item iconici dei marchi sia per vere e proprie collaborazioni che permettono al cliente di acquistare prodotti unici e irripetibili. Quella con Red Wing è stata la nostra prima vera prova sul mercato internazionale, ci ha permesso di sperimentare cosa significhi lavorare in simbiosi con una realtà così importante e soprattutto ci ha messo alla prova come retailer. Fin da subito abbiamo avuto sensazioni positive per questa collaborazione ma visto il successo di vendite delle nostre special box, ci siamo dati la carica e la giusta motivazione per mettere in agenda molte più esperienze simili.

di Sara Fumagallo