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Il negozio romano ha da poco aggiunto una terza sede e sta per compiere dieci anni. Il fondatore Leonardo Monaci ci racconta com’è cresciuto.

Parlarci un po’ di Little America. Come si è evoluto in questi anni?

Il negozio ha aperto i battenti il 23 novembre 2014 e nasce da una mia idea e passione, nonostante fosse la mia prima esperienza nel mondo del retail e non mi fossi mai approcciato alla gestione di un’attività così complessa. Da subito ho voluto puntare su un’estetica industriale puntando su una selezione di prodotti che definirei “urbanwear”. Il negozio attualmente si presenta con tre sedi. Due adiacenti in via dei Corazzieri a Roma dedicate ai prodotti uomo e donna, mentre nel giugno 2023 abbiamo inaugurato in via dei Serpenti, a pochi passi dal Colosseo, Little America Monti: un concetto di boutique più piccola che propone una selezione della nostra offerta.

Come stanno cambiando i trend in fatto di sneaker? Quali sono, secondo voi, i marchi che stanno lavorando meglio?

adidas, Asics, New Balance, Saucony e Salomon secondo noi sono i brand che hanno lavorato meglio al loro catalogo attuale. Per quanto riguarda i trend direi che il rétro running legato agli Anni ’70, ’80 e ’90 è ancora un punto chiave per molti marchi e c’è grande interesse e richiesta da parte del pubblico per questo tipo di prodotto. Un po’ più di nicchia è invece il discorso outdoor che è orientato a un pubblico più interessato e attento.

Per quanto riguarda l’abbigliamento avete qualche brand in particolare da segnalarci?

La lista è certamente lunga. A partire dalla questa collezione spring-summer abbiamo inserito nella nostra proposta Arte, il marchio spagnolo Edmmond Studios, Cotopaxi, Hikerdelic, la linea di abbigliamento outdoor di KEEN e EPT (East Pacific Trade), un brand coreano che produce calzature derivate dal mondo skate che propone anche apparel molto interessante. Dalla fall-winter, invece, tornerà in negozio un classico americano come Penfield e inseriremo Howlin’ knitwear per la maglieria in lana Shetland, Purple Mountain e Service Works, una realtà streetwear che riprende tagli e volumi dell’abbigliamento da lavoro per cuochi e chef.

Qual è il processo con cui scegliete i nuovi brand da inserire nella proposta del negozio e quali sono le vostre principali fonti d’ispirazione a riguardo?

Il metodo principale per fare ricerca rimane l’esperienza diretta, che sia in fiere di settore come il Pitti o durante le Fashion Week: ora frequentiamo principalmente Parigi e Milano, ma in passato siamo stati anche a quelle di Berlino, Copenaghen e New York. I social sono fondamentali per trovare brand indipendenti e marchi emergenti interessanti, sicuramente Instagram è il principale ma è molto utile anche continuare a visitare altri negozi, online o in store, e scavare tra i partecipanti di fiere come il Welcome Edition per trovare nuove ispirazioni.

C’è un nome che vorreste portare sugli scaffali di Little America?

I marchi che ci piacerebbe vedere un giorno in negozio sono molti. Sicuramente tra quelli che vorremmo e pensiamo potrebbero funzionare al meglio con il nostro pubblico ci sono Arc’teryx, Patagonia e Salomon, tutti e tre accomunati dal discorso outdoor. Tra quelli a cui ambiamo da sempre ci sono la linea Polo Sport di Ralph Lauren e Stüssy, che così come Nike Sportswear sono già stati presenti nel catalogo di Little America e sarebbe un gradito ritorno.

Potendo scegliere un marchio con cui lavorare, quale sarebbe la vostra “collaborazione dei sogni”?

Il primo che mi viene in mente è New Balance. Rappresenta al meglio il nostro gusto: trasversale, puro, con grande tradizione statunitense, originale e senza tempo. Poter lavorare con New Balance made in USA sarebbe davvero un sogno.

Nel 2024 celebrerete i vostri primi dieci anni di attività, c’è già qualcosa in programma di cui potete parlarci?

Stiamo già lavorando a un evento in negozio per il 23 novembre 2024, il giorno del nostro decimo compleanno. Sicuramente non potranno mancare un po’ di musica live e un workshop – durante il nostro ultimo evento abbiamo ricreato un piccolo laboratorio di stampa serigrafica per realizzare del merch al momento ed è stato molto apprezzato – seguito da un bell’after-party.

di Marco Rizzi

Questa è la versione integrale dell’intervista pubblicata a pagina 58 di HUB Style Issue #46 • 3-2024, clicca Qui per poter sfogliare l’intera copia digitale e consultare l’archivio di HUB Style Mag.