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PLUG-MI: l’urban culture più autentica torna a Milano. Sabato 28 e domenica 29 settembre torna a Milano al Superstudio Maxi, PLUG-MI, il festival ideato e prodotto da Fandango Club Creators, che celebra e amplifica l’urban culture più autentica.

Questa opportunità unica di connessione con il pubblico è stata colta negli anni dai big come Cupra, Eastpak, New Balance, New Era, Nike, Puma, Rinascente, ma ha anche dato e continuerà a dare la possibilità a brand emergenti nel mondo fashion e lifestyle di amplificare la propria voce.

HUB Style ne ha parlato con Marco Moretti e Michele Budelli, co-founder di Fandango Club Creators.

Com’è nata l’idea di creare un festival che celebra l’urban culture?

L’idea ed il concept nascono da un’intuizione avuta addirittura nel 2018, basata sull’intenso lavoro di scouting e ricerca che da sempre fa Fandango Club sui nuovi trend, che ci portò a renderci conto di come le sneakers e lo streetwear in generale stessero sempre più diventando un oggetto di culto (basti pensare all’impronta lasciata da Virgil Abloh, precursore dell’introduzione del termine “streetweaer luxury”), capaci di aggregare a livello mondiale il grande pubblico e le industry di riferimento.
Da lì l’ideazione di PLUG-MI, che ha visto la luce con la sua prima edizione nel settembre del 2019, per poi evolversi post-pandemia in un evento che non si concentra più su un singolo prodotto, ma abbraccia tutti i contenuti di stampo urban secondo quattro filoni principali che toccano le passioni di ognuno di noi: fashion, musica, arte e sport. Il concetto di festival rappresenta per noi la presenza di molte aree tematiche che vengono fruite dal pubblico in modo interattivo, con un coinvolgimento che rende i partecipanti non dei semplici spettatori ma dei co-costruttori del progetto, grazie all’engagement in workshop, masterclass, talk, dance battle e in tutte le special activation dei brand. Questo tipo di coinvolgimento è quanto mai fondamentale per il nostro principale target di riferimento: Millennials e Gen Z.

Quali sono le aspettative e gli obiettivi di PLUG-MI?

PLUG-MI, come dice il suffisso (scelto non a caso!), si cala perfettamente nel contesto della sua location, la città di Milano, incubatrice di tendenze e aggregatrice di eccellenze, a cui il festival si propone di dare voce. PLUG-MI fa incontrare al pubblico i grandi brand in modo innovativo, studiando per ognuno di essi la migliore e più idonea esperienza di branded content e branded entertainment – aiutando specialmente le aziende extrasettore a catturare l’attenzione di un pubblico sempre più complesso da ingaggiare.
Ma soprattutto funge da talent scout per tutti quei brand emergenti ed estremamente futuribili, promettenti ed interessanti, nati dal talento e dalla passione di giovani stilisti e artisti, che oggi trovano in Instagram la propria maggior esposizione, parlando ad una community di digital native, ma che meritano una visibilità ed un palcoscenico ancora maggiori. Vogliamo essere un megafono per le subculture, i brand, i personaggi e i contenuti di animo urban, che saranno le future eccellenze e celebrità.

Perché questa nuova location?

La nuova edizione gioca comunque in casa, perché conferma la collaborazione con Superstudio, passando però da Superstudio Più a Superstudio Maxi, principalmente per ragioni di spazio e capienza. Quella che ci aspetta è infatti un’edizione XXL, che passerà da 4.000 a 10.000mq e consentirà a molte più persone di affollarne contemporaneamente gli spazi, interni (per la prima volta con un padiglione unico e non frazionato) ed esterni, per un’esperienza ancora più ricca, completa ed ingaggiante. Più spazio, più contenuti, più brand, più concerti; in generale più offerta, per un evento aperto entrambi i giorni (28/29 settembre) dalle 12.30 alle 23.30, in cui i visitatori possono passare l’intera giornata, compresi i momenti di lunch e dinner, grazie all’ampio e variegato food village esistente.

Raccontateci le novità introdotte in questa nuova edizione.

PLUG-MI 2024 sarà “The Realness Edition”: le nuove generazioni vogliono autenticità, e il nostro evento la garantisce in tutti gli ambiti, offrendo contenuti, ospiti ed experience che partono proprio dal concetto di appartenenza legittima a mondi con le loro precise regole di linguaggio ed engagement. Partiremo dall’underground in tutti gli ambiti: dai contest e show di freestyle, beatbox e danza in un’area dedicata con un ricco palinsesto continuo, ai concerti e djset di artisti della scena trap, indie e hip hop sul main stage; dal campo da pallacanestro – per la prima volta regolamentare con spalti e tabelloni luminosi come un vero playground professionale – con tornei e show match alla presenza di guru e influencer dello street basket, ai più esclusivi collezionisti di sneaker con i loro pezzi unici e introvabili; dai talk con i protagonisti della cultura urban alle live performance di leggende della street art.
Dai workshop e laboratori sulle professioni di domani e su tematiche rilevanti quali l’upcycling e la moda sostenibile, fino alla nuovissima Fashion Forward Zone, che darà gratuitamente spazio e visibilità a brand e artisti emergenti minuziosamente selezionati, che avranno così la straordinaria opportunità di incontrare in un solo weekend migliaia di persone del loro pubblico di riferimento e addetti ai lavori che ogni anno presenziano a PLUG-MI come invitati speciali. E’ già accaduto che brand emergenti che hanno partecipato a passate edizioni abbiano poi esposto in blasonati e importanti retailer, o abbiano collaborato con star musicali di primissima fascia.. e di questo siamo davvero molto fieri.

Secondo quali criteri vengono selezionati i brand partecipanti?

Per i piccoli brand i criteri essenziali sono l’appartenenza al mondo urban, la rilevanza verso il target e certamente l’artigianalità e l’eccellenza. Per quanto riguarda i big brand, in cui eccellenza e target condiviso sono quasi scontati, la sfida di Fandango Club (e in particolare di Fandango Club Creators, la società del nostro gruppo che idea e produce i nostri format) è quella di trovare sempre la chiave giusta per creare il perfetto branded content, che consenta di soddisfare le esigenze e le aspettative del brand, rispettando appieno la direzione creativo-artistica dell’evento e interagendo col pubblico in modo molto ingaggiante, se possibile anche con un approccio valoriale e culturale di rilievo.

Il target di riferimento del festival sono le nuove generazioni. Quali valori si promette di trasmettere questo format?

La maggior parte dei brand partecipa a PLUG-MI proprio per riuscire ad arrivare ad un contatto diretto con un pubblico, che è ormai irraggiungibile coi media e metodi tradizionali. A noi organizzatori il compito di preservare la realness che citavamo prima. Ovvero il fatto che tutti i contenuti siano autentici e parlino il linguaggio del nostro pubblico.
In questo senso l’autenticità è essa stessa uno dei valori principali dell’evento. In più, PLUG-MI celebra l’eccellenza, e quindi premia chi si sforza per raggiungerla e si prefigge l’obiettivo di aiutare a formare le nuove generazioni, forgiandone il talento e fornendo loro spunti e occasioni di incontro per costruire il proprio futuro, professionale e non. Parliamo quindi certamente anche di youth empowerment. Infine, non possiamo non parlare di inclusività, un concetto che oggi è spesso citato anche a sproposito, ma che PLUG-MI ha sposato concretamente ormai da anni, come testimonia il claim “no boundaries generation”, che raccontava l’edizione di qualche anno fa.

Qual è il futuro di PLUG-MI?

Fandango Club Creators è per sua natura un organismo in continua crescita ed evoluzione, che non si accontenta mai dei propri format e continua costantemente a studiare i nuovi trend e in generale il mondo che ci circonda, per scoprire oggi cosa sarà rilevante domani e portarlo per primi all’interno dei nostri eventi. PLUG-MI continuerà quindi certamente a crescere per dimensioni, per offerta, per contenuti e per qualità dell’esperienza proposta, diventando sempre più un riferimento per le nuove generazioni e per la street e urban culture. E poi chissà… il suffisso MI nasceva per consentire di replicare il format in altre città… siamo un’azienda di sognatori, che coniugano visione e immaginazione, quindi il futuro è tutto da scrivere! 

di Maria Pina Ciuffreda