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Secondo un’indagine di The Adecco Group il 51% dei recruiter è influenzato negativamente dai profili social nei processi di selezione dei candidati

Al giorno d’oggi il potere dilagante dei social condiziona la vita degli utenti, anche dal punto di vista lavorativo. I profili online sono ormai diventati una vetrina imprescindibile, un biglietto da visita immediato con il quale ci si presenta al mondo esterno. Per questo motivo è fondamentale imparare a utilizzare nel modo adeguato questi mezzi, filtrando le giuste informazioni.

A tal proposito la ricerca di Adecco dimostra come i media abbiano grande rilevanza anche nel mondo del lavoro, poiché le piattaforme vengono utilizzate sia per la ricerca dei talenti sia per ispezionare i candidati. Analizzare la presenza online di chi manda il CV diventa utile per i recruiter sia per verificare l’esperienza passata professionale, sia per controllare i contenuti postati e avere una panoramica generale del profilo del candidato.

I dati dell’indagine

Adecco ha coinvolto circa 500 recruiter, intervistandoli sull’influenza negativa dei social nella scelta di un candidato. Il dato di chi tiene in considerazione le piattaforme è negli ultimi anni in forte crescita: nel 2014 ammontava a circa il 12% dei talent scout, nel 2021 invece al 30,8%.

Oggi siamo arrivati al 51%, dei quali il 27% individua come causa principale del peso negativoriguarda alcuni tratti di personalità visibili dai contenuti; il 17% invece attribuisce il motivo a manifestazioni esplicite discriminatorie di natura sessuale e/o razziale nelle interazioni degli utenti. A pesare maggiormente sul giudizio, tuttavia, è la presenza di foto inappropriate, volgari e offensive (37%).

Tra i canali più utilizzati per la ricerca dei candidati c’è Linkedin, utilizzato dal 96% dei recruiter. C’è chi lo sfrutta per la raccolta delle candidature (67%), chi con lo scopo di ricerca candidati passivi (60%), vale a dire quegli utenti che non cercano lavoro attivamente e non si aspettano di ricevere proposte.

“L’utilizzo dei social media da parte dei candidati influenza sempre più le decisioni di reclutamento. I dati ci dimostrano che il social screening è uno strumento decisivo nel processo di selezione per oltre la metà dei recruiter”, afferma Lidia Molinari, people advisor director di Adecco Italia. “Per questo consigliamo a chiunque sia alla ricerca di una opportunità lavorativa, lo sviluppo di un personal branding sui social che tenga conto della selezione dei contenuti prima che essi vengano pubblicati e di porre attenzione alle modalità di interazione in rete”.

Fonte: Forbes