In questo articolo si parla di:

Il 29 aprile Patagonia ha presentato un nuovo film che offre un’esplorazione antropologica umoristica e provocatoria delle abitudini di consumo delle persone: The Shitthropocene.

Il progetto

Il documentario rivolge uno sguardo satirico e onesto, su come tutto si stia trasformando in “schifezze” e sul perché l’impulso a comprare ancora più “schifezze” potrebbe distruggerci tutti. Il documentario di 45 minuti include momenti di “ilarità”, tra cui la danza degli uomini delle caverne.  Oltre 50 anni fa, i fondatori dell’azienda sapevano che, per evitare che qualcuno si facesse male, l’attrezzatura che producevano doveva essere della massima qualità. E poi, un’altra evoluzione: se ciò che si vendeva non era della migliore qualità, si trattava solo di altra robaccia di cui nessuno aveva bisogno. Ben presto tutto questo si è trasformato in un impegno a utilizzare l’attività commerciale come strumento per fare del bene e a mostrare come un’azienda possa generare profitti operando in modo responsabile. In pratica, questo ha significato realizzare articoli funzionali, riparabili e senza tempo, con il minimo impatto ambientale e creati da persone trattate e pagate equamente. Ma anche realizzare film come “The Shitthropocene” e chiedere alla comunità di Patagonia di esigere prodotti di qualità e di mantenere l’attrezzatura in funzione più a lungo attraverso la riparazione e il second hand.

“La gente mi chiede come abbia fatto Patagonia a resistere così a lungo. Io rispondo che è grazie alla nostra costante attenzione alla qualità, che comprende la realizzazione di prodotti che durano nel tempo e che causano il minor numero di danni al nostro pianeta”
Yvon Chouinard, fondatore Patagonia