In questo articolo si parla di:
Nell’immagine in evidenza: Andrea Tronzano, Giancarlo Musso, Giorgio Marsiaj, Mauro Fava e Luigi Ferrero

Space 2000 è un’azienda di moda all’avanguardia che negli anni è riuscita ad aggiudicarsi il titolo di leader nel settore del design, della produzione e della distribuzione di capi d’abbigliamento outerwear, total look e accessori per uomo, donna e bambino.

Il portafoglio dell’azienda include marchi di proprietà e in licenza (Bomboogie, Van Dutch, Proleather, AI Riders, Censured, Kate Cut, Statham, Fortown, Waxed e Macchia g.) di cui alcuni di nicchia che permettono di poter sperimentare ancora di più. Tutti questi brand vengono venduti attraverso vari canali: negozi monomarca, multibrand, outlet, corner store, negozi online e marketplace. E i mercati principali sono Europa e Asia.

Nata nel 1977 nei pressi di Torino, a Baldissero Canavese, l’azienda nella giornata del 10 maggio ha inaugurato e attivato un nuovo spazio con l’obiettivo di dare sempre più spazio a innovazione, design e creatività. Guardando al futuro.

La superficie di 1.000 metri quadrati ospita laboratori e uffici studiati per favorire un ambiente confortevole per il team di lavoro, stimolando creatività e sinergie tra i collaboratori. Inoltre, a fine maggio sarà possibile usufruire dell’aiuto di un’assistente AI che viene introdotta a supporto del team creativo.

Uno spazio innovativo in cui condividere la creatività

Progettati internamente, tutti gli spazi sono il risultato di un pensiero in cui l’illuminazione diventa elemento essenziale e primario per la nuova area, grazie a un innovativo sistema progettato per autoregolarsi in funzione della luce naturale per garantire la stessa intensità luminosa nell’arco della giornata.

Le singole postazioni sono dotate di scrivanie di oltre 2 metri l’una e tutto il perimetro è rivestito da pannelli specchiati e in sughero funzionali all’attività dei designer. Il massimo comfort e spazio è stato pensato anche per i gruppi di lavoro con specifiche mansioni e responsabilità, grazie a tavoli, sale riunioni e angoli studiati ad hoc dedicati all’operatività, come l’archivio dei tessuti e le sale tecniche.

È stato poi dedicato uno spazio a un luogo di dibattiti, incontri, formazione e condivisione, partendo dal concetto di agorà, l’antica piazza greca. Un “anfiteatro” centrale pensato non solo come sala conferenze dove accogliere e presentare, ma come un luogo dotato di telecamere e maxischermi che massimizzano l’esperienza dei meeting, anche online, facilitando le interazioni tra i presenti in loco e in videoconferenza.

All’interno del nuovo spazio appena inaugurato, abbiamo avuto modo di parlare con Manuele Musso, amministratore delegato e responsabile logistica Space 2000 assieme al fratello Cristiano.

Dagli Anni ’70 a oggi, com’è cambiata Space 2000? Ci sono delle novità?

L’azienda è cambiata molto nel corso degli anni: a fine Anni ’70, quando Giancarlo Musso ha fondato Space, la realtà non era sicuramente come la vediamo oggi. Al tempo, il core business si concentrava sul commercio di pelli, grezze e lavorate, e di prodotti in pelle. La società cambia nome nel 1980 e diventa Space 2000, seguendo lo stesso concetto che tutt’ora portiamo avanti: ovvero guardare al futuro. Nel 1991 nasce Bomboogie e il settore dell’abbigliamento diventa il nucleo dell’azienda. Il nuovo millennio ha vissuto un cambio generazionale, che ha visto me e Cristiano come nuovi direttori generali, il numero di marchi è aumentato e l’azienda è diventata multicanale. Poi, nel 2010, si è trasformata in una realtà omnicanale grazie alla tecnologia RFID e
all’accelerazione fornita dalla logistica automatizzata. Oggi l’azienda punta sempre più in alto in termini di innovazione e guarda al futuro.

La vostra azienda si differenzia da sempre per la sua avanguardia. Che rapporto ha Space 2000 nei confronti dell’intelligenza artificiale?

Esatto, la nostra realtà si differenzia dalle altre per la sua avanguardia e innovazione. Infatti, già dalla settimana dopo l’inaugurazione del nuovo spazio (13-19 maggio), l’ufficio creativo ha la possibilità di utilizzare un’assistente di AI, costruito sulla base della tecnologia ChatGPT-4. Sostanzialmente, ci sarà una modalità di co-creazione: il designer stimolerà l’intelligenza artificiale per progettare in simbiosi in un unico ambiente. La condivisione degli spazi ha vari vantaggi: tutti sono a conoscenza dei singoli processi del proprio lavoro e/o quello di altri, dando vita a un luogo di creatività infinita. Pensiamo sia giusto far partire questo tipo di strumenti nella parte creativa perché solo dove c’è la curiosità e lo sviluppo possono nascere progetti molto interessanti.

Qual è il vostro impegno in termini di responsabilità ambientale e sociale?

La sostenibilità per noi è un modo di essere. Infatti, non la usiamo solo come modello di business ma anche nella vita quotidiana, con lo scopo di preservare e dare il nostro contributo al territorio: dal semplice riciclo dei cartoni agli impianti fotovoltaici. Noi siamo stati tra i primi in Italia (maggio 2011) ad aver costruito dei pannelli che aiutassero a ridurre le emissioni inquinanti e a risparmiare energia: a oggi produciamo quattro volte più energia di quanto consumiamo. Questi coprono tutta l’area aziendale per un totale di 5.000 metri quadrati e ognuno di essi ha una potenza di 100 watt.

Qual è la vostra distribuzione e quale funziona meglio?

Noi siamo presenti sia online che offline. In termini di fatturato, il canale con le migliori performance è ancora il wholesale perché è quello condiviso da tutti i marchi. Anche i retail e gli outlet funzionano bene, insieme ai corner negli store, soprattutto se sono all’interno di negozi storici. L’evoluzione è sicuro sull’e-commerce ma ancora di più sui marketplace anche se alla fine, ciò che ci soddisfa maggiormente è dare al nostro consumatore un’esperienza unica e irripetibile tramite un rapporto qualità-prezzo eccezionale.

Da pochissimo tempo è entrato nel vostro portafoglio brand Invicta. Come sta andando? Avete intenzione di inserire nuove realtà?

Invicta è un bellissimo brand, pensiamo che inserito in un contesto di questo tipo sia molto attinente. Crediamo nel suo importante sviluppo. Al momento non abbiamo in mente di aggiungere nuovi marchi al nostro portafoglio. Adesso abbiamo 11 brand molto interessanti, di cui alcuni sono progetti di nicchia che ci permettono di poter sperimentare in termini di ricerca materiali per trovare anche il giusto rapporto qualità-prezzo di ognuno. È tutto funzionale perché nel momento in cui l’ufficio stile crea qualcosa per una label, questo è valido anche per tutti gli altri.

In termini di fatturato, qual è stato l’andamento del 2023? Ha rispettato le vostre aspettative?

Al 30 aprile abbiamo chiuso il bilancio dell’anno e, nonostante le diverse criticità attraversate, siamo riusciti a mantenere una crescita a single-digit. Il 2023 è stato un anno complicato fondamentalmente per una ragione: il clima. Soprattutto in Europa c’è stato un grave problema legato alle temperature troppo elevate nel periodo settembre-ottobre-novembre e questo ha comportato un grande ritardo negli acquisti dei capi invernali. Questo rallentamento lo avevamo già notato dagli ordini, confrontandoli con l’anno 2021-2022 (post-Covid).

Per il 2024, quali sono le previsioni di chiusura?

Il 2024 sarà un anno ancora più complicato. Dovremo pensare a una ristrutturazione dei canali e capire come andare a fare gli step successivi. Questo mercato, però, è in continua evoluzione e legato alle emozioni quindi a volte non è neanche correlato all’andamento generale. Tuttavia, è chiaro che se il clima è positivo questo non può far altro che far beneficiare tutti gli operatori del mercato. Al contrario, se il clima è negativo non si può pensare che andrà tutto bene.

Qual è il futuro di Space 2000?

Vogliamo aumentare le partnership nella filiera: con i nostri clienti vorremmo gestire degli spazi insieme e portare tutto ciò che avete visto oggi, durante la visita in azienda, sempre più davanti agli occhi dei consumatori. Anche grazie al vostro supporto.

di Sara Fumagallo