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Amato Daniele inaugura un pop-up in Rinascente Milano, che rimarrà aperto fino al 24 giugno 2024. “Fatto a mano con amore nel cuore di Milano”, è questo il claim delle borse realizzate dal giovane designer meneghino, che a nove anni aveva già chiaro in mente cosa voleva fare nella vita: creare borse. A 13 anni la prima collezione con il suo nome all’interno della pelletteria di famiglia, Leu Locati. Mentre oggi, Daniele Amato, è uno dei designer emergenti più apprezzati, per le sue borse in pelle dall’aria retrò, minimal ma al contempo chic.

Daniele Amato, photo credit by Giovanni A. Mocchetti

La storia di Amato Daniele

Daniele Amato è la settima generazione Leu Locati. Crescendo all’interno dell’azienda di famiglia, e giocando tra i banchi da lavoro degli artigiani, il designer ha imparato le basi per poter realizzare i primi abbozzi di borse partendo da ritagli di pelle. Nasce qui la sua passione per il mondo della moda. Nel 2012, nasce ufficialmente il brand Amato Daniele, con cui  il retaggio Leu Locati è preservato e arricchito dalla creatività e dalle innovazioni del giovane designer che continua a tenere alta la tradizione artigianale della sua famiglia valorizzandola giorno dopo giorno con il suo lavoro.

Una tradizione  artigianale che ricerca l’unicità

Le sue creazioni sono presenti negli store più rinomati, ma non solo. Daniele Amato, infatti, si è fatto molto conoscere dal pubblico attraverso i social e il suo sito , dove mostra tutte  le sfaccettature del suo lavoro, dalle fasi per realizzare una borsa, alla scelta dei materiali, dalla passione e le ispirazioni, all’impegno necessario per raggiungere il prodotto finale.

Oggi, 16 maggio in Rinascente Milano, dalle 16:00 alle 20:00, al quarto piano in Piazza del Duomo, verrà inaugurato il pop-up  del brand, con un evento speciale durante il quale sarà presenta anche la nuova collezione.
Proprio per questa occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare Daniele Amato, che ci ha raccontato della sua storia, delle sue meravigliose creazioni e dei progetti futuri.

Come nasce Amato Daniele?

Nasce dentro l’azienda di pelletteria della mia famiglia, da una passione tramandata di generazione in generazione e che risale alle fine dell’800. Crescendo nella nostra azienda di pelletteria, ho vissuto fin da piccolo in un ambiente estremamente creativo. Passavo le giornate tra i banchi degli artigiani, ammirando la maestria con cui realizzavano borse meravigliose. Era impossibile non innamorarsi di quel mondo e desiderare di farne parte. Già a otto anni sapevo che questo sarebbe stato il mio futuro: trasformavo gli scarti di pelle in prototipi di borse e iniziavo a disegnare. A 17 anni, ho iniziato a lavorare ufficialmente in azienda, creando le mie collezioni. Sentivo il bisogno di distinguermi da quanto realizzato dai miei genitori fino a quel momento, così è nato il brand Amato Daniele, che inizialmente si concentrava sulla produzione di scarpe.

Hai un background di grande tradizione alle spalle, che valore ha per te l’artigianalità?

L’artigianalità è fondamentale per me e da sempre è il fondamento del lavoro della mia famiglia. I metodi di lavorazione che utilizziamo sono quelli tradizionali della scuola di pelletteria meneghina. Tutto è fatto a mano con cura, dal taglio dei tessuti o pellami – che viene ottimizzato sempre per evitare gli sprechi e al contempo scartare i difetti che possono essere presenti nei materiali – alla confezione vera e propria dei prodotti. Il mio desiderio è quello di tramandare i valori del made in Italy e dell’artigianalità che da sempre guidano la nostra produzione e permettere al pubblico non solo di conoscerli, ma anche riconoscerli. Quello che cerco di fare poi è portare il nostro know-how ai giorni nostri, con un’estetica interessante e raffinata che possa coinvolgere e conquistare clienti di tutte le fasce d’età.

Cosa ispira le tue creazioni? Hai una musa?

Di solito mi lascio sempre ispirare dal nostro archivio, sia per quanto riguarda gli accessori metallici, che per i materiali.
Molto spesso l’idea parte da un accessorio con una forma o una lavorazione particolare oppure da tessuti con ricami unici o colori che riescono ad attirare la mia attenzione e a stimolare la mia creatività. Cerco sempre di creare prodotti che le mie clienti possano amare e che possano accompagnarle nelle loro avventure quotidiane.

Quanto tempo impieghi a realizzare una tua borsa?

Dipende. Per la parte creativa di disegno e ideazione di un nuovo modello non esiste una vera e propria tempistica. Può bastare un giorno se indovino subito proporzioni e appeal della borsa e mi ritengo soddisfatto dal primo prototipo, in altri casi posso andare avanti anche per settimane finché non individuo la soluzione che mi convince e mi piace.
Per la manifattura vera e propria della borsa, invece, le tempistiche variano da modello a modello a seconda della costruzione e del materiale in cui viene realizzata. Diciamo che si parte da un minimo di una giornata di lavoro per modelli come la Queen Micro e si va ad aumentare.

Cosa significa per te inaugurare un pop-up a La Rinascente Milano? È un punto di arrivo o di partenza?

E’ sicuramente un punto di partenza, un passo avanti per il brand anche a livello di immagine. Sono molto contento per questo nuovo progetto. Ci lavoriamo da tempo e ci abbiamo messo tanto impegno, dallo studio di una borsa in esclusiva per Rinascente all’organizzazione dell’evento di apertura di giovedì 16 Maggio che vedrà in store, fino a sabato 18, anche i nostri artigiani per una dimostrazione live di come vengono realizzati i nostri prodotti. L’idea è quella di rimanere fedeli al nostro retaggio di artigianato puro e 100% Made in Italy regalando alle clienti un’esperienza unica.

Questo pop up in Rinascente, che resterà attivo fino al 24 Giugno, fa parte di un percorso più ampio mirato ad ampliare la distribuzione rafforzando non solo la presenza sul territorio italiano, ma anche la riconoscibilità del brand legata ad un’immagine e ad un’estetica ben definite e riconoscibili fatte di eleganza, raffinatezza e altissima qualità.

Hai in programma nuove aperture nei prossimi mesi?

Continuano sicuramente la collaborazione con Pozzilei per le boutique di Monza, Treviglio e Santagatha Noto e quella con Colognese 1882 nel Veneto. Da fine Maggio si aggiunge poi una nuova collaborazione con Vietti ad Arona, Domodossola e Gallarate.

Amato Daniele è più apprezzato in Italia o all’estero?

Al momento è un 50/50. La presenza nei paesi asiatici è sempre stata forte, soprattutto in Cina e Giappone. In Italia abbiamo implementato tantissimo dopo la pandemia anche grazie a tutto il lavoro fatto sui social per far conoscere la nostra realtà e raggiungere nuovi clienti. L’ampliamento  della presenza in boutique ha aiutato ancora di più a rafforzare il posizionamento del brand.

Al momento com’è organizzata la vostra distribuzione?

Per quanto riguarda l’online, abbiamo il nostro e-commerce, su cui le clienti possono trovare ed acquistare tutti i prodotti disponibili, e un customer care sempre attivo (sia su whatsapp che su Instagram) che possono contattare per tutte le richieste speciali e gli ordini personalizzati.

Per gli acquisti dal vivo, invece, su Milano le clienti hanno la possibilità non solo di visitare il nostro factory/showroom di via Cosimo del Fante 13, per vedere, provare e acquistare i nostri prodotti, personalizzarli e ordinare articoli su misura, ma anche di visitare il nostro laboratorio e vedere i nostri artigiani all’opera. Sempre su Milano, fino al 24 Giugno, la collezione PE 24 sarà acquistabile anche presso il pop-up all’interno di Rinascente Milano Duomo al 4° piano. Per chi non è su Milano, invece, i nostri prodotti sono acquistabili da Pozzilei a Monza e Treviglio e Santagatha by Pozzilei a Noto, da Colognese 1882 a Montebelluna, da Rebel boutique a Ponte di Legno e a partire da fine Maggio anche da Vietti ad Arona, Domodossola e Gallarate.

Quali sono i progetti che ti vedono impegnato nel prossimo futuro?

Sicuramente la presentazione della collezione PE 2025 durante la Milano Fashion Week. È molto importante per me perché vedrà tante novità, dal ritorno della presenza di una capsule di calzature in collezione a delle nuovissime collaborazioni su cui non posso ancora fare spoiler. Posso dire però che ci stiamo lavorando da questo inverno con cura e dedizione e  che coinvolgeranno delle categorie merceologiche completamente diverse dal mondo dell’accessorio borsa e scarpa. Non vedo l’ora di potervi dire e mostrare di più, ma dovremo aspettare settembre!

di Valeria Oneto