Anche in questa nuova proposta estiva 2025, Blauer USA custodisce la propria tradizione workwear americano rinnovandola. Nato a Boston nel 1936 per fornire capi tecnici alla polizia, alla marina e ad altri corpi militari, oggi reinterpreta il concetto di uniforme nel mercato della moda per vestire uomini e donne indipendenti, cosmopoliti e sensibili alla qualità, all’autenticità e alla ricerca di materiali pregiati e performanti.

Da anni ormai quando si cita il brand bisogna parlare di “Fenomeno Blauer USA”. Sì, perchè nonostante le diverse problematiche economiche e metereologiche riscontrate le sue performance continuano a crescere e migliorare: il Gruppo ha infatti chiuso il 2023 a 79 milioni di euro (più 12 milioni per le licenze di scarpe) e prevede un ulteriore incremento del 5% sul 2024.

Ne abbiamo parlato con Federica Fusco, amministratore delegato e responsabile marketing FGF Industry.

Federica Fusco

Oggi possiamo parlare di un “Fenomeno Blauer” che continua a crescere nonostante le diverse problematiche (meteorologiche, economiche ecc…).

Sì, possiamo dirlo. Siamo molto contenti dei risultati che stiamo ottenendo nonostante i momenti non sono sicuramente facili. Lo stiamo vivendo in prima persone perché alcuni paesi come la Germania, per noi da sempre un mercato forte, ha rallentato un po’. Nonostante questo continuiamo a crescere, soprattutto in Italia. Lo Stivale è probabilmente il mercato con la crescita più importante su questo invernale: abbiamo venduto il 10% in più rispetto allo scorso.

Si può dare una motivazione a questo risultato?

Noi cerchiamo di innovarci sempre, tenendo conto però del nostro dna. In questo momento vogliamo ripercorrere i nostri passi, proponendo i nostri capi iconici rivisti in chiave moderna. Forse questo ci sta premiando: i nostri clienti vedono il nostro sforzo continuo di proporre cose nuove senza dimenticare il nostro know-how e il passato.

Registrate una crescita trasversale oppure più legata a un prodotto specifico?

La nostra forza è sempre il capospalla, che in questo momento conta il 60%. Stiamo però incrementando la parte del tagliato, che abbiamo proposto in modo particolare in questa nuova collezione, sia per lui che per lei. Funziona bene anche la parte di vestiti di lino in popeline, lino, cotone, cotone cerato e pantaloni.

Quali sono i maggiori trend presentati in questa nuova collezione estiva?

Abbiamo ampliato e riproposto la parte “Police” sia per l’uomo che per la donna, una sezione a parer mio molto importante perché facile da comunicare. Abbiamo poi creato tessuti stretch super confortevoli adatti in tutte le situazioni: per esempio, se in viaggio vuoi indossare qualcosa di elegante ma al tempo stesso comodo, questo prodotto è perfetto. Anche in termini di vestibilità ci sono delle novità verso forme più ampie. Abbiamo, infine, riproposto la parte “Rider” ispirata al mondo delle moto.

In percentuale, quali sono i mercati che performano meglio?

L’Italia è sicuramente il primo (60%), al contrario di Ten c che performa meglio all’estero, che ha meno clienti ma giusti e selezionati. Blauer, invece, dopo lo Stivale, registra ottimi numeri in Germania e Spagna, che rimangono i mercati stranieri più importanti. Funzionano bene anche Repubblica Ceca e Polonia.

L’idea è quella di aprire sempre più negozi?

Ci piacerebbe molto perché aprire negozi offre al mondo la possibilità di vedere le collezioni più complete. Anche all’estero ci piacerebbe: stiamo lavorando con la Germania e la Spagna, paesi in cui siamo presenti da ormai tanti anni.

In totale, quanti negozi avete?

Abbiamo 12 negozi monobrand, di cui nove in Italia e tre all’estero. Abbiamo 17 corner in Italia e ne abbiamo in previsione altri tre a Tropea, Messina e alla Rinascente di Milano e avremo anche due vetrine alla Rinascente. Infine, ci sono in programma tre nuove aperture entro il 2024 (Torino e Verona).

Vi state affacciando anche al mercato coreano.

Ormai abbiamo constatato che il trend della Corea, in diversi segmenti, sta avendo un enorme successo. Per questo stiamo iniziando a introdurre nel mercato coreano Ten c con l’apertura di primi monobrand. Mentre per Blauer abbiamo realizzato una nuova campagna in Corea, a Seoul. Un’iniziativa che speriamo ci porti a qualcosa di buono.

Chi ha curato questa parte di produzione della campagna?

James Mollison ha curato questa parte, nostro fotografo da anni. Poi abbiamo chiamato una stylist coreana molto brava e insieme abbiamo scattato in Corea. È stato un lavoro piuttosto impegnativo perché abbiamo fatto anche lo shooting per il bambino. La cosa originale è stato l’utilizzo dei capi d’archivio per l’ADV, mischiando un po’ questo gusto vintage con le nuove collezioni. Da questo progetto sta nascendo l’idea di fare presto qualcosa di un po’ più forte, con una forte ispirazione all’archivio.

Continuerete a non partecipare alle fiere?

Per il momento non sentiamo ancora la necessità di rientrare in questo format della fiera, però non è detto. Ten c, ad esempio, è un marchio più adatto agli eventi. Per il quale sono molto importanti le collaborazioni. Ne abbiamo appena fatta una con Awake, ne stiamo progettando altre due e stiamo continuando con DM, anche quello delle scarpe. Sono quindi opportunità che offrono la possibilità di comunicare il brand in maniera più estesta.

Come avete chiuso il 2023 in termini di fatturato e a quanto stimate di arrivare nel 2024?

Abbiamo chiuso il 2023 a 91 milioni euro: 79 milioni derivano dal Gruppo, quindi dall’abbigliamento, e 12 milioni dalle licenze di scarpe. Prevediamo di incrementare ulteriormente del 5% sul 2024.

Progetti futuri?

Come già detto, adesso ci focalizziamo sulle nuove aperture dato che sono impegni abbastanza importanti e che ci richiederanno parecchio tempo.

di Cristiano Zanni e Valeria Oneto