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Molti dei temi e degli spunti di questo numero di HUB Style meriterebbero una particolare citazione e relativo approfondimento. Partiamo dalle analisi di mercato: sia il 2023 che il primo semestre del 2024 hanno confermato la tenuta del comparto moda, se pur in scenari non particolarmente rosei, con problematiche derivate dalle criticità geo-politiche, dalla diminuzione del potere di acquisto, dall’aumento dei prezzi e da condizioni climatiche all’insegna dell’instabilità, che non permettono di contare sulla cara e vecchia “stagionalità”. Le abitudini di acquisto dei consumatori sono cambiate: i clienti comprano meno e tendenzialmente capi più leggeri.

Sempre interessante analizzare i risultati finali della nostra inchiesta “100 punti di vista”, su bilanci e previsioni di vendita, acquisti in store e online, l’annosa questione dei saldi, le attese e (per certi versi temute) classifiche dei marchi più venduti, per le categorie abbigliamento uomo e donna e calzature. A proposito di footwear: non mancano dati incoraggianti e positivi se guardiamo al comparto italiano. Il nostro Paese si attesta infatti a dodicesimo produttore mondiale e primo dell’Unione europea, con un terzo delle calzature comunitarie prodotte (32,6%, pari a 162 milioni di paia), precedendo Portogallo (16,9%) e Spagna (16,7%). E se guardiamo all’export siamo ottavi al mondo in volume e terzi a valore, con una quota del 7,6%, preceduti solo da Cina (32,9%) e Vietnam (17,1%). Primo gradino del podio per l’Italia invece se consideriamo l’alta gamma: il prezzo medio di 61 dollari al paio è decisamente il più alto a livello globale, doppiando quasi quello francese (39 dollari) e decuplicando quello cinese (sei dollari al paio).

A proposito di lusso, si parla sempre più di una situazione di crisi, un inedito se parliamo della fascia alta, e altissima del mercato. Questo segmento, infatti, anche in anni di difficoltà e instabilità aveva sempre registrato continue e ininterrotte crescite, spesso a due cifre. Oggi, però, i fornitori di pelli e accessori per prodotti di lusso lamentano cali significativi degli ordinativi e alte rimanenze di magazzino. Alcuni parlano addirittura di cassa integrazione, un segnale forte e preoccupante. Anche i prezzi, sempre più vertiginosi, hanno spiazzato una parte della clientela più facoltosa

Paradossalmente, la crisi del lusso potrebbe portare benefici al mercato di medio e alto livello, che include i marchi contemporary e premium. In queste fasi è cruciale gestire la situazione con intelligenza umana e, quando opportuno, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. L’AI è ormai una realtà imprescindibile con la quale tutti dovremo sempre più confrontarci. Nella vita come nel lavoro. Anche se nel nostro settore solo il 5% si ritiene pronto a sfruttarla appieno, secondo una recente ricerca. A questo tema così dirompente, e alle possibili applicazioni e implicazioni, dedichiamo un articolo di approfondimento nelle prossime pagine.

Nonostante la pluralità di argomenti trattati, abbiamo individuato due parole chiave per questo mese di giugno, che vedrà HUB Style partecipare, con un numero record sia in termini di foliazione che di contenuti, ai più importanti appuntamenti della moda maschile. Da Pitti 106, a White, fino alle Fashion Week di Milano e Parigi. Le parole sono resilienza e intelligenza. Due doti imprescindibili per tenere la barra dritta in questo agitato 2024 e guardare con fiducia e ottimismo l’orizzonte dei prossimi anni.


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it