In questo articolo si parla di:

L’edizione 106 di Pitti chiude con dati rassicuranti: 11 mila presente con una percentuale estera di circa il 45%. ““I primi dati sull’affluenza finale indicano che dopo il grande aumento dello scorso giugno (20% sul 2022), i compratori esteri registrano un’ulteriore crescita, sia pure lieve: penso che alla fine supereranno le 5.300 unità”, dichiara Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

Si è notato un incremento del numero di buyer internazionali, quelli che fanno il mercato e indicano la direzione e che sono indicatori importanti per gli espositori perché danno fiducia e prospettiva.

Al contrario, il numero delle affluenze italiane non conferma i risultati del 2023: si è registrata infatti una diminuzione del 6%. Un risultato ampiamente previsto considerata la chiusura di tantissimi negozi negli ultimi due, tre anni e l’andamento poco dinamico dei consumi interni.

A poche ore dalla conclusione di questa 106esima edizione, il numero di presenze complessive si avvia a raggiungere gli 11.500 compratori, con una percentuale estera che arriverà al 46%. In totale i visitatori in Fortezza hanno superato le 15.000 presenze.

Ciò che pensano operatori e commentatori è che, contando su un relativo allentamento delle tensioni geopolitiche e sugli stimoli all’economia, bisogna attendere il 2025 per una decisa ripresa.

Non è solo una questione di numeri in realtà perché la qualità riscontrata dei singoli stand è molto alta: “ci sono i migliori, motivati e intenzionati a far tornare i clienti nei loro negozi e department store”. Si sono confermati, quindi, paesi come Francia, Stati Uniti e UK e si è vista la crescita dell’Europa centro settentrionale (Germania, Olanda, Paesi Baltici, Austria, Belgio). Ancora, si è notato un importante aumento dell’Europa dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Ungheria, Bulgaria) e il consolidamento della ripresa asiatica (anche per i nuovi arrivati come Indonesia, Thailandia e Mongolia) e l’exploit di mercati chiave come Turchia e Kazakistan.

In ordine, i 15 mercati esteri più presenti a Pitti Immagine Uomo 106 sono stati: Germania, Olanda, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Giappone, Turchia, Usa, Francia, Svizzera, Austria, Belgio, Corea del Sud, Polonia e Russia.

“Anche questa è una stagione che va affrontata con fiducia e coraggio in modo consapevole e, insieme, con la stessa energia di sempre. Sono contento anzitutto per i miei colleghi, che hanno proposto collezioni di grande qualità, in termini di manifattura, nuovi materiali e stile: Pitti Uomo, siamo alla 106esima edizione, ancora una volta rappresenta lo stimolo per presentarsi al meglio, per fare innovazione, per confermarsi leader”, commenta Antonio Dematteis, presidente di Pitti Immagine.

È ovvio che non si può nascondere la difficile situazione del mercato italiano. Anche se la distribuzione italiana di alto livello (i negozi specializzati che fanno tendenza e che per questo sono méta di visite e analisi da parte dei colleghi esteri di tutto il mondo) è presente senza defezioni, il problema è la debole dinamica dei consumi interni.

“Dobbiamo tutti fare una riflessione e capire come aprire una nuova fase di crescita e di fiducia: rappresentanze imprenditoriali e del lavoro, governo italiano, istituzioni europee. La squadra di Pitti è inesauribile nel fare ricerca e scouting, fornire servizi agli operatori, ideare eventi speciali e comunicare. Ma tutti noi, a partire dal sottoscritto, sappiamo quanta strada ci sia ancora da fare. Anche Firenze risponde da par suo: con i luoghi, le persone, le atmosfere, le voci cioè tutta quella vitalità che è indispensabile per qualsiasi evento basato sui rapporti umani”, ha concluso Dematteis.

Un’edizione di Pitti Uomo che ha visto svolgersi anche un ricco calendario di eventiin Fortezza e in città, con grande partecipazione e attenzione da parte degli oltre 1.000 giornalisti e operatori media arrivati a Firenze. A partire dall’evento speciale di apertura di Paul Smith, il fashion show della Guest Designer Marine Serre, la presentazione col debutto del menswear di Plan C e la prima sfilata in assoluto di Pierre-Louis Mascia. E poi i tanti debutti, i lanci e le anteprime, le celebrazioni di questa edizione, in cui l’internazionalità è stata una cifra distintiva anche delle tante collaborazioni e progetti speciali – da Scandinavian Manifesto a J Quality, fino alla novità China Wave – presentati con successo da Pitti Immagine in Fortezza.