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Tra i nuovi protagonisti dell’edizione 106 di Pitti Uomo, spicca Macron, azienda specializzata nella produzione e vendita di abbigliamento sportivo. Il brand presenta la sua prima collezione lifestyle, Macron Clubhouse, in una chiara strategia di espansione. Abbiamo fatto qualche domanda al ceo Gianluca Pavanello, che ci ha raccontato di come questa nuova linea rappresenti un’importante estensione strategica per il marchio.

Gianluca Pavanello, ceo Macron

L’azienda infatti sta crescendo tantissimo, quest’anno ha sfiorato i 200 milioni di fatturato. E ha intenzione di continuare a crescere sia con le linee tradizionali, ma anche sviluppandone di nuove, sfruttando le sinergie tra il mondo dello sport e quello più glamour della moda. Guardando al futuro, Macron prevede infatti un 2024 ancora in crescita, con aspettative di superare i 225 milioni di euro di fatturato.

La nuova collezione lifestyle Macron Clubhouse dovrebbe contribuire significativamente a questi risultati a partire dal 2025, quando debutterà nei negozi. Il progetto Clubhouse prevede anche l’apertura di flagship store dedicati, con una prima fase di lancio in Italia, seguita dal Regno Unito e successivamente da altri mercati internazionali.

Come nasce l’idea di Macron Clubhouse? Perché avete scelto un posizionamento high-end?

La nostra è un’azienda focalizzata sullo sport, al quale si lega il nostro heritage, ma ora abbiamo deciso di ampliare la gamma della nostra offerta con questa collezione moda high-end che si unisce al fashion. Volevamo differenziarci. Anche dallo sport stesso. Questa collezione è una cosa diversa, e lo deve essere in tutto e per tutto, compreso il pricing. Quindi quello che presentiamo qui a Pitti 106, per la prima volta, è un prodotto molto curato e ricercato ma al contempo innovativo. Che giustifica un prezzo di un certo tipo. Bello, fatto bene e che duri nel tempo. Ma che cresca in modo graduale, nel tempo giusto, con un posizionamento attento. Questa collezione arriverà nei negozi a febbraio-marzo 2025. La nostra è un’azienda che ha già tante linee sportive, che realizzano un fatturato importante, con delle ottime marginalità. Non abbiamo bisogno di scorciatoie per far crescere questo progetto, ma vogliamo muoverci step by step, nei tempi e nei modi giusti.

Come avete pensato di lanciare la Clubhouse?

Macron ha in programma un progetto di potenziamento, che prevede anche l’apertura di flagship store dedicati. Ci concentreremo sull’Italia in una prima fase, poi nel Regno Unito, per poi raggiungere anche altri mercati.

Che aspettative avete, in termini di fatturato, per quello che riguarda il 2024?

Macron, per il 2024, stima di crescere ancora, superando i 225 milioni di euro di fatturato, mettendo a segno un’altra crescita importante. Con grandi aspettative anche sulla performance della nuova collezione lifestyle, che si attende contribuisca significativamente al fatturato aziendale a partire dal 2025, anno di debutto nei negozi. Siamo un’azienda in crescita, un’azienda giovane, perché nonostante la fondazione nel 1971 il nostro balzo in avanti risale agli ultimi anni. Il nostro sogno è quello di realizzare una grandissima azienda orgogliosamente italiana, come esprime il nome stesso del marchio, che deriva dalla parola greca “macro” ovvero “grande”. Nel 2019 l’azienda fatturava 119 milioni di euro, per poi quasi raddoppiare il fatturato nel 2023, in un momento complesso per l’intera industria del fashion e, in particolare, per il segmento dell’abbigliamento sportivo. Serietà, impegno e disciplina sono i tratti che ci hanno permesso di continuare a crescere anche all’interno di un mercato sofferente, soprattutto in alcune zone. Ma anche il puntare su qualità e innovazione e il presidiare tante aree geografiche.

Avete pensato a una rete vendita dedicata per Macron Clubhouse?

Ovviamente sì. Abbiamo selezionato una rete vendita assolutamente dedicata. All’interno di Macron, convivono come sapete più collezioni, più strategie distributive e di conseguenza più reti vendite. Quella per la Clubhouse si rivolgerà a un canale distributivo molto diverso rispetto agli altri prodotti sportivi. Questa appena lanciata è una linea che ha sicuramente un dna sportivo, ma che propone capi pensati per essere indossati soprattutto fuori dall’ambito di gioco, dall’appeal più lifestyle. Come vuole il trend, ormai fortissimo, che arriva direttamente dagli Stati Uniti Arriva e dall’Inghilterra. L’idea è quella di utilizzare prodotti che nascono per fare attività fisica, quindi con caratteristiche performanti e dal look and feel sportivo, declinandoli però nella vita quotidiana. Mi piace pensare che i destinatari della collezione sono quelli che noi definiamo “Active peolpe”, ovvero persone attive, cioè colore che oltre a essere sportivi sono attivi nella quotidianeità, che amano camminare anche solo per raggiungere il lavoro o andare a cena fuori. Persone sempre in movimento e indaffarate che hanno bisogno di capi confortevoli che li facciano a loro agio, ma al tempo stesso che valorizzino le proprie caratteristiche, con il quale ci si senta liberi di esprimersi. In equilibrio perfetto tra il dna sportivo che ci contraddistingue e i dettami più di tendenza.

Come mai avete deciso di lanciare questa collezione? E perché avete scelto la kermesse fiorentina?

Oggi manca sul mercato, soprattutto su quello italiano, questa tipologia di prodotto, con un posizionamento alto, al contrario di quello inglese o americano, dove sono presenti brand con queste caratteristiche. Siamo un’azienda italiana, con un gusto e uno stile italiano, che si porta dietro l’heritage “del bello”. E poi siamo a Firenze, culla del Rinascimento. Tutto questo non è un caso.

A proposito di Firenze: sarete presenti alla prossima edizione di Pitti di gennaio?

Siamo molto contenti di come sta andando la fiera, dello spazio che abbiamo scelto, che si è prestato benissimo ad accogliere clienti, buyer e stampa, e del feedback che stiamo ricevendo. Abbiamo investito molte energie nella preparazione di questo spazio, sotto tutti i  punti di vista, e siamo felici che siano state recepite le giuste vibrazioni da chi è passato a trovarci. Stiamo già pensando di dare continuità alla presenza del brand per la prossima edizione, cercando di fare sempre meglio, com’è nel nostro stile. Con l’obiettivo di puntare ancora più in alto.

 

di Valeria Oneto e Cristiano Zanni